Abbiamo (forse) restituito la letteratura meridionale ai Licei

 

 

Abbiamo (forse) restituito

la letteratura meridionale ai Licei

http://amerigoiannacone.wordpress.com/ 

Dopo tre anni e mezzo di interventi, di convegni, di dibattiti, di interpellanze parlamentari (ben quattro), dopo il pronunciamento di due Consigli regionali (della Campania e della Basilicata), dopo gli interventi di altre due Regioni (Molise e Basilicata), dopo una delibera della Provincia di Avellino, dell’Amministrazione comunale del capoluogo irpino, dopo le iniziative di piú di cinquanta scuole, di numerosi intellettuali e centri di ricerca, dello stesso “Foglio volante” di Amerigo Iannacone, possiamo dire che forse ce l’abbiamo fatta. Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha, infatti, ammesso che l’elenco di poeti e scrittori presenti nelle “Indicazioni nazionali” per i Licei, che contiene diciassette autori, nessuno dei quali nato a sud di Roma, e una sola donna, debba essere modificato. Lo ha dichiarato il 4 aprile sulle pagine nazionali del “Mattino”, dove ha espresso a Marco Esposito il suo stupore per l’assenza di Rocco Scotellaro («Rocco Scotellaro? Non c’è? Io ho fatto una ricerca su Rocco Scotellaro», dichiarazione tratta dall’articolo “Salvare la poesia del Sud programmi da cambiare”, p. 12), come anche di Quasimodo, di Sciascia e Vittorini. Ed ha aggiunto: «La ricchezza della letteratura italiana è distribuita in modo equanime sul territorio e la sua conoscenza è cemento dell’unità del paese. […] Studierò la questione e mi impegno ad arricchire questo elenco». Tra l’altro, a seguito della Interrogazione parlamentare presentata il 27 gennaio scorso in Commissione Cultura dall’onorevole Giancarlo Giordano, discussa lo scorso 3 aprile, e che traeva spunto dal libro Faremo un giorno una carta poetica del Sud. Restituiamo la Letteratura meridionale ai Licei, Introduzione di Alessandro Quasimodo, a cura di Alessandro Di Napoli, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello e Paolo Saggese, Delta 3 edizioni, Grottaminarda, Av, e dalle numerose iniziative del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, già era stata ottenuta una risposta possibilista da parte del Sottosegretario alla pubblica istruzione Roberto Reggi.

Dunque, questa è una vittoria soprattutto del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud, che ha compiuto un lavoro corale nel corso degli anni prima con Peppino Iuliano e con chi scrive, poi anche con l’ausilio di numerosi intellettuali – tra cui Alfonso Nannariello, Salvatore Salvatore, Alessandro Di Napoli, Alfonso Attilio Faia, Franca Molinaro, Raffaele Stella e altri ancora –, con figure di rilievo nazionale tra cui Pino Aprile, con il sostegno di uomini della cultura e delle testate meridionali.

Certo, occorre vigilare, occorre continuare a tenere vivo il dibattito sino a quando il documento ministeriale non sarà modificato. Solo allora, il primo atto del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud si potrà considerare completamente compiuto.

Noi speriamo che questo avvenga presto, magari prima dell’inizio dell’anno scolastico 2014/2015.

Allora, con Orazio potremo esclamare: Hoc erat in votis!

                                                                                          Paolo Saggese*

* Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

 

 

 

Appunti e spunti

Annotazioni linguistiche

di Amerigo Iannacone

 

Traslitterazioni anglofile

In una recente trasmissione, per altro come sempre interessante, di Rai Storia si parlava di Reza Pahlavi, “shah” dell’Iran. Ma non era “scià”? Vado a controllare sul Devoto-Oli, e trovo: «scià ‹scià› s. m. ~ Titolo dei regnanti dell’Iran. Adatt. it. del persiano shāh ‘re’». Nel vocabolario non c’è ancora, per fortuna, “shah”.

Purtroppo, negli ultimi anni, contagiati da un misterioso virus anglogeno non possiamo fare a meno di passare attraverso l’inglese per traslitterare nell’alfabeto latino una parola scritta in un sistema alfabetico diverso dal nostro (cirillico, arabo, ebraico, armeno, greco, giapponese, ecc.).

Il poeta russo Евтуше́нко, per esempio, diventa Evtushenko. E perché non Evtuscenko, o magari Evtuscenco? Che c’entra l’inglese?

I francesi, meno schiavi delle mode linguistiche, generalmente  traslitterano Evtuchenko, ma noi non riusciamo a non andare a intingere nel calderone anglosassone, anche se l’inglese proprio non c’entra.

Mio padre

Attraversando gli anni
mio padre vola leggero
tra le sue rughe leggendo
la somma dei giorni assassini.
Ricorda appena d’essere stato bambino
che già scolpiva la pietra.
Una vita in corsa nelle cave di marmo
eludendo la pausa pranzo
per raggiungere piú in fretta
quel riscatto da condizione servile.
Nelle lunghe sere d’inverno
parlava il suo silenzio
mentre le mani
gonfie di gelo ammiravo…
E nel freddo pensavo
che stesse sognando l’estate.

 

               Giuseppe Quirino

               Coreno Ausonio (FR)

RRUZARE METAFORASH TRANSHEDENTALE ( Anton Nikë Berisha, Ujvarë drite në zemër. Botimi gegnisht. Misioni Françeskan, Tuz 2014 ) / Nga Anton GOJÇAJ

RRUZARE METAFORASH TRANSHEDENTALE (Anton Nikë Berisha, Ujvarë drite në zemër. Botimi gegnisht. Misioni Françeskan, Tuz 2014 )       Nga Anton GOJÇAJ      Poezinë e përshpirtshme, ose me motive fetare, e ndeshim qysh në fillimet e letërsisë origjinale shqipe, tue … Continue reading