Rrëfimi i Agim Hushit: Nga Kavaja tek atdheu im i dytë, Kina, si opera më ndryshoi jetën ( Intervistë me artistin e shquar shqiptar me famë botërore ) / Bisedoi: Raimonda Moisiu

Rrëfimi i Agim Hushit: Nga Kavaja tek atdheu im i dytë, Kina, si opera më ndryshoi jetën Intervistë me artistin e shquar shqiptar me famë botërore Muzika ka qenë pjesa më integrale e jetës njerëzore që në kohët e hershme. … Continue reading

Françoise Urban-Menninger (Mulhouse – France)

La vertigine d’essere

 

Biografia di Françoise Urban-Menninger
Poetessa e novellista, Françoise Urban-Menninger è autrice di una ventina di raccolte di liriche – Le temps immobile (Il tempo immobile), Lignes d’eau (Linee d’acqua), L’or intérieur (L’oro interiore), Encres marines (Inchiostri marini), Fragments d’âme (Frammenti d’anima), L’arbre aux bras nus (L’albero dalle braccia nude), La draperie des jours (Il drappeggio dei giorni), Chair de mémoire…(Carne di memoria) – e di tre raccolte di novelle – Les heures bleues (Le ore blu), La Belle Dame (La Bella Signora), Le jour du muguet (Il giorno del mughetto) – in gran parte editi da Editinter. Nata a Mulhouse, risiede oggi a Strasburgo, dove anima dei laboratori di scrittura, collabora alla rivista Hebdoscope, al sito letterario Exigence-Littérature ed al giornale on-line Blasting News. È stata l’«invitata della settimana della lingua francese» a Smirne nel 2006 ed ha partecipato all’incontro “Poesia al femminile” all’Università di Clermont-Ferrand nel 2011. L’autrice è anche Presidente della Commissione letteraria dell’Accademia Renana, organizza recitals di poesia e pubblica i suoi scritti in numerose antologie e riviste in Francia ed all’estero.

(traduzione a cura di Gemma Francone e Franco Blandino)

 

 

Françoise Urban-Menninger e la poesia

 

 

LA VERTIGINE D’ESSERE

più leggero di una bolla
il mio pensiero si dissolve
nel blu vivido dell’aria
tra il cielo e me
la vertigine d’essere
non altro che un soffio
che mi tiene immobile
al bordo di questo nulla
che a volte è poesia

***

 

 

AL MARGINE DELL’INFINITO

Nutrire la carta
con sangue d’inchiostro
che rulla un tango
sotto la mia pelle
bandire all’asta
le parole del cuore
che implodono
come una stella morta
e aprono la loro porta al sole
che si distende languidamente
sul letto del poema
al margine dell’infinito

***

 

 

TAPPETO DI CIELO

non-ti-scordar e violette
tappeto di cielo sotto i miei piedi
dove danzano disordinati
i miei pensieri più segreti
la primavera ha sollevato
il suo bagliore di luce
e fluttua nell’aria
un odore di terra bagnata
ove io riconosco la trasparenza
dell’anima vegetale
che compone in silenzio
dentro un cuore di petali

 

 

 

LE ROSE DELLA MIA VITA

solo un giorno di primavera
ha il potere di sospendere il tempo
fiori di tarassaco
prati d’oro spruzzati
ove corre sempre il furetto
felice nel bosco
come un sogno
alla chiara fontana
l’acqua è rimasta così chiara
che essa è diventata la luce
che scorre nella mia poesia
e nei giardini dove i lillà sono fioriti
oggi c’è ancora mia madre
che pota le rose della mia vita.