Poesie da Mimoza Pulaj

mimoza pulaj 1

Poesie da Mimoza Pulaj

 

 

 

Alla mia città natale

 

Penso spesso a te

e non vorrei smettere mai di pensarti

perché solo così i miei occhi diventano

un giardino fiorito con il suo bisbigliare,

il canto felice di una bambina

con il biscotto della mamma

in mano;

un lago tranquillo,

uno specchio dei sogni di due amanti

nascosti tra gli alberi;

una montagna con gli occhi che sanno

del cielo lontano

e le mani di fuoco del sole sorgente.

Mi basta tutto questo

per essere bruciata dall’amore

e la”s” svanisce e riappare la”z”

per tornare la tua Mimoza.

 

 

 

Canzone proibita

 

Al suono de “Il fanciullo e la pioggia”

la vera amicizia

riempiva

l’incantevole lago

con sogni infiniti,

senza paura,

sul grandioso palcoscenico

della povertà e della bellezza

la speranza ballava felice

con le scarpe riparate

e con i desideri

profumati d’erba,

ondeggiati dalla brezzolina,

nei giorni di festa

con pane e formaggio

nelle borse della gioventù

appese sui rami

stracarichi d’oro delle Mimose.

 

 

 

I pensieri folli dell’anima

 

Vorrei vivere d’amore

ma sono costretta nel mio corpo,

allora affido i pensieri folli dell’anima

alle ali delle farfalle

perché possano danzare e sognare liberi

al suono delle parole:

“Sarai sempre bella!”

E perché io possa venire verso di te

al rosso del tramonto

ebbra di mille profumi,

awolta in un abito mirabile

e perdermi nella luce

dei buchi neri dell’Universo.

 

 

 

 

L’abbraccio della vita

 

Con la Terra si muove

a volte gioioso

nella bella di notte,

sulle ali degli uccelli

e non sfugge mai

dal pensiero dell’uomo:

« Siamo tutti

i suoi figli ! »

E a volte perduto,

a pezzi diviso

dal freddo e gelo

di giorni grigi, tristi,

ma mai svanisce

vissuto con lo sguardo

colmo d’amore,

come una poesia

cresciuta vibrando

nella maglia del tempo,

stringendo tutto ciò

che gioca, sorprende,

ride o piange,

e in eternità

regala

i suoi respiri.

 

 

 

Alla mamma

 

Quando

la mia paura di perderti

mi schiacciò,

volevo dipingere

il mio dolore

sui muri

della casa dell’infanzia

che si è spenta

con il nostro

ultimo momento :

« Non piangere ! »

E così

su una carta bianca

è rimasto

il tuo azzuro

degli occhi,

come un gesto dell’anima

in cui sbuca

un grido

dagli infiniti colori.

 

 

 

 

La dolce musa

 

Fin da bambina

ascolto

la sua voce

così dolce…

Come un’amica

con i capelli bianchi

che non andrà

perduta

ma lucida, elegante

sussurra

al mio respiro

e fa nascere

un fuoco ardente

che seguirò

o mi seguirà

rincuorandomi

in un viaggio senza fine.

 

 

 

 

In un mondo diverso

 

Quando nel tramonto

il giorno lancia

l’ultimo grido

e la luce,

come la speranza nascosta

in qualche angolino,

non ha più voce,

noi mamme

sussurriamo con l’anima

al figlio :

la tua danza

sarà più bella

illuminata dal sole

che domani

in un mondo diverso

risorgerà,

avvolgendo tutto :

le montagne e i mari,

gli alberi e le tenere erbette,

gli sconfitti e i vincitori,

in un abbraccio

che fa vibrare

in profondità

il tuo respiro smarrito.

 

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