Poesie di Emanuela M. R. Marzo

Poesie di Emanuela M. R. Marzo

 

BOLLA DI SAPONE

Se l’occhio non coglie
il capriccio irritante
il cuore non annaspa in futili voglie
che sono foglie
che il vento sparpaglia e avvizzisce:
tu, frivolezza arrogante
io,
sangue rosso rutilante:
fluido fluente fluisce
pompa e ripompa
linfa e liquore e vita
come dardo rimbomba
come tesoro arricchisce:
quale prelibatezza proibita!
Leggera e distante sorrido
E non guardo e non grido:
tu passi senza lasciare impronta
ti dilegui e svanisci
come fumo sparisci
come il sole che tramonta
e si perde nell’acqua
infranta
e nell’aria dispersa
persa
negli imbrogli delle tue trame:
sottane
che non resistono ad un solo tocco…
Tu, insulso balocco!
Volteggi nell’aria piena di colore:
Ma un soffio mio appena…
E così scoppi nella luce del sole!

Em@nuel@ M.R. M@rzo
[edita in: “Il Parnaso” – Elio Pecora]

 

FUOCO INESTINGUIBILE
(Ballata di uno Spirito Libero)
 
Pàlpito indomita e sfrenata
sciolta nel mondo e in tutto il suo clamore
veemente nel galoppo senza sosta
che non conosce fine né tocca costa
sollecita nella notte tetra
come dura e spietata pietra
che mira a incastrarsi a forza nel tuo cuore.
Non c’è stella a stella accordata
che la renda meno oscura
che il nero del suo nero fenda
e laceri
e annienti come spada affilata…
Fumo funesto a mo’di lugubre armatura
non indica altra via più cauta e più sicura
ma soltanto un triste
obbligato e logoro binario…
e la luna pare sepolta da sudario
ordito dei malvagi intenti
e di pensieri bui e insani
concepiti nel freddo rigore
di questi strani istinti umani…
Ma il mio spirito di fuoco
non si lascia dominare
né si spegne né si consuma,
ti blandisce appena
come tocco di delicata spuma.
Non annerisce e non sconvolge,
brucia più del sale
eppure ti penetra invisibile
senza farti male…
Incendia e avvolge
ti prende e ti coinvolge
ti abbraccia forte e ti comprende
-e pur nel tuo profondo ti sorprende-
ti inebria di un ardore insolito
che conosci nel tuo immenso:
in impalpabile silente accolito
ti parla senza che tu
abbia facoltà di capirne il senso…
E non mi estinguo mai né mai m’affievolisco,
ardo e fremo e irrequieta vagabondo
né più nella profana idiozia m’intestardisco:
in questo finito e terreno mondo
non arresto la mia corsa a briglie sciolte,
mi nutro del mio fuoco fino alla morte
e della libertà sua e di tutto il suo profumo
si ciba la mia essenza,
e io in essa mi ricompongo e mi frantumo!
Mi abbevero assetata e mai sopita:
ogni curiosità in me riassumo,
ogni bellezza rara vado cogliendo
nella ricerca di verità accanita,
sicché il riflesso impetuoso accendo
di queste lingue lunghe e rosse
che squarciano lo specchio d’acqua
ridotto quasi in nauseabonde fosse,
in cui ristagnano oziosi piani e intenti,
propositi d’amore ormai sciolti e andati,
sparsi nella furia inesorabile dei venti.
 
Em@nuel@ M.R. M@rzo
 
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