RACCOLTI RICORDI / Poesie di Anna Cappella

Poesie di Anna Cappella

 

RACCOLTI RICORDI

I

Fu in quel mattino di Maggio,
che la realtà si rovesciò
in un lento adagio di sospiri
e scolpì attimi affollati d’amore.

Nelle repliche infinite di carezze,
l’amore, ad occhi chiusi,
calcò il sogno costruito tra i versi
di una poesia a due mani.

Tessette trame di brividi
nel calore umido dei baci incontrati,
mentre nella penombra della stanza
tu scoprivi i miei seni nella morsa vibrante
di fremiti ansiosi dei tuoi tocchi leggeri,
come le tue labbra attente a seminare
concerti di meraviglie velate,
con le parole versate nell’onda
del delirio penetrante.

II

Ombre traballanti,
di coscienze graffianti
s’inabissarono tra i luccichii
dei nostri sguardi arresi
ad un presente ammaliato
dalle curve sinuose delle ore segrete.

E’ rapita fu l’intesa
delle nostre anime nude,
che si persero nel silenzio
delle reciproche voglie,
traboccando in desideri riflessi
in una fresca di Primavera.

Mi prendevi senza lasciarmi respirare,
senza darmi tregua, mi afferravi,
ed io tra le mie braccia ti stringevo
con l’accordo di un ennesimo bacio.

E nel respirare forte il senso proibito,
la carne tremava sotto le tue dita,
ed io ti amavo,
intanto che la notte fioriva
nel mormorio delle intese,
tra i moti dei nostri fianchi ondeggianti.

III

Tu, condottiero di una danza suadente,
ed io, dama denudata dei propri pudori,
fummo travolti nel cerchio
delle sensazioni coinvolte.

Io ti volevo, tu mi volevi,
io ti cercavo, tu mi cercavi
in quel piacere esploso
nell’impeto delle ghermite emozioni,
fino a perderci in un idilliaco gioco
e ad addormentarci sazi
nella curva di un abbraccio stretto
che la notte traslocò sul vigile giorno.

Sì, era proprio amore
che viveva il suo attimo sinuoso,
il verso proibito,
il sogno realizzato.

Ora, cosa resta di quei giorni di Maggio?

Solo un sogno legato
all’infame orgoglio sciolto,
che avvelena il tempo senza noi,
e non si sofferma a pensare
che l’amore lascia sempre il suo rimpianto
tra le sterpaglie di un addio,
intanto, che continua a cercare il verso
nel richiamo delle speranze impigliate
in un guscio rotto dai raccolti ricordi.

Anna Cappella

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