Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano

Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
 
 
Io come te, come tutti
 
Io come te
amo l’azione dinamica
della creazione,
amo l’espansione
sconfinata della coscienza,
che ci rende consapevoli
di non essere da soli,
amo la lucidità, l’attitudine orientata
a ricercare le proprie origini,
amo il viaggio interessato della terra
che parte dalle radici al fusto,
dall’aria alla luce
e contiene la notte,
così come il giorno,
senza perdere il contatto
con la vita.
Amo la fuga dai condizionamenti
che libera l’uomo
dagli schemi costrittivi quotidiani,
amo l’amore,
la vita,
il dolce incanto delle cose
e il paesaggio celeste
dei giorni di estate.
Il mio sangue come il tuo
bolle se mi guardi.
Guardami ora, se vuoi cogliere
che anch’io rido con gli occhi.
Questi occhi che stai guardando
hanno conosciuto
il germogliare delle lacrime,
la scintilla dell’emozione
e anche altro…
Credo che il mondo sia bello,
che l’arte sia come la linfa,
creata per irrorare i sensi di tutti
e beatificare lo spirito.
Credo che le mie vene
non finiscano in me,
ma portino sangue alla moltitudine
di tutti gli esseri umani
che lottano per la vita.
Credo che l’amore,
i beni, il paesaggio e la linfa,
siano la poesia per tutti.
E poi credo in te, credo in tutti
che, come noi, amando,
danno un senso alla vita.”
 
 
 
UN NUOVO UOMO
 
Volevo trovare una verità fra le parole,
una breve poesia che narrasse la vita fra i versi
ma in questo mattino di sole sbiadito,
solo i fiori sul prato mi ricordano la vita,
solo gli uccelli che cantano
per raccogliere le stagioni
mi ricordano che anche gli spazi di silenzio
possono racchiudere una poesia,
solo la labile traccia delle stelle mi ricorda
l’uomo che condusse un intero esercito
guidato dalla loro luce,
solo la farfalla che mi si posa sulla mano,
come caldo diamante
mi ricorda, che il fuoco del pianeta
può cambiare il proprio centro
con poche righe che dicano, in amore,
che un nuovo uomo può inventare l’anno,
quando l’intuito introduce
il pensiero nelle azioni
e il gesto produce emozioni,
guidate da un gesto di altruismo.
 
 
 
SOLO UN SOGNO
 
E lui mi ha sognata
poi mi ha cercata,
voleva semplicemente un sogno,
qualcosa per respirare con fantasia
i suoi vuoti giorni.
Io ignara, di rose e di stelle
colmavo i suoi pensieri,
scrivevo nei cieli
versi d’argento,
illuminavo il suo cuore spento
e con miele celeste di rinascita,
alimentavo i suoi urli sterili,
bramanti di cielo e pelle,
avidi di grigio solenne,
prigionieri di un fantasma perenne
che danzava nel suo sguardo.
Ho estratto le fiamme dalle mie stelle,
per fabbricare luce per la sua anima
e come chi non vuole amare,
l’ho amato
finché il suo amore
non mi ha fatto male,
perfino nell’aria.
Ho attraversato monti infiniti
per colorare i suoi fiori secchi,
ma i suoi desideri erano troppi vecchi
per essere veramente vissuti.
Come bianca regina del mai,
in spazi muti,
sono stata corpo e terra dei fiori,
davo alla sua alba nuovi colori,
credevo di essere vera
ma vivevo solo nella chimera
del suo prato mortale
di lune spente.

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