Poesie di Miltiadh DAVIDHI

Poesie di Miltiadh DAVIDHI
 
 
IL NOSTRO PRIMO RISVEGLIO
 
Ci svegliamo per dire al silenzio, buongiorno.
Basta con il silenzio.
Il silenzio era una conchiglia,
Un uovo,una rotondità di pancia,
Adesso siamo usciti fuori
Nello spazio, nella luce e in libertà.
Ci siamo svegliati per rompere il silenzio,
Ad imparare a muoverci.
Strano!
Ma lo spazio ancora una volta
Ha la forma della conchiglia di un uovo!
Solo dall’uovo si crea il mondo?
Ci svegliamo, e dicemmo al silenzio
Buongiorno,
Ma, lui, non ci ha risposto per niente.
Siamo passati dal silenzio in silenzio,
Dalla conchiglia più piccola
Buia e senza luce,
In una conchiglia più grande,
Solo con la notte di notte,
E con tutto il giorno di sole, nuvole e luce.
Al diavolo la forma dell’uovo,
E rompemmo il silenzio con le parole.
Capimmo
Che adesso,
La nostra vita era nelle nostre mani,
E per alimentarla non serve
Più la conchiglia da dove uscimmo,
E nemmeno la conchiglia dell’universo infinito.
Questo, credo, era il nostro primo
Risveglio, ma non l’ultimo.
 
 
 
IL MIO INDIRIZZO NELL’UNIVERSO
 
Vivo nella grande casa
Dei poeti.
Bevo lo stesso vino,
Spezzo con le dita
Lo stesso pane.
Scrivo con lo stesso
Inchiostro dell’anima,
I gomiti appoggiati
Sullo stesso
Tavolo dell’Universo …
Mi stendo e muoio
Morso
Dallo stesso serpente
Dell’amore,
Sepolto nella stessa
Tomba del dolore.
PIANGO
Asciugo gli abiti
Dell’amore
Alla luce
Della luna
Della nostalgìa
Di te
E piango.
 
 
 
LA STESSA VOCE D’UOMO
 
Lo stesso cielo,
Lo stesso astro mattutino,
La stessa pioggia,
Come cielo, astro e pioggia
Del mio paese.
La stessa voce d’uomo.
Che urla nella notte
Attendendo l’aurora.
La stessa gioia e pena
In diverse terre
E in prossime distanze,
Paralleli e meridiani
Ci divide
In parcelle di cieli luminosi
E senza luce, con nuvole e no
Con canti o sospiri di terra.
Sono anni che viaggio
Per giungere a questo giorno
Colla corda al collo
Ed un permesso in mano
Io, particella d’aria
Privata della mia libertà,
Ormai mi trovo nel giardino
Sognato,
Perciò non mi deludete.
Cerco polmoni per respirare
Perchè sono io stesso
Particella d’aria.
 
 
 
MANI MORBIDE DI NUVOLE
 
Mani morbide di nuvole bianche
Accarezzano la schiena stanca
Del monte di Nocera
E a me ritornarono in mente le tue mani
Sul mio corpo
Così belle e lontane.
O dio!
Non lasciarci mai
Senza mani lucenti di nuvole.

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