Gjergj Kastrioti Scanderbeg nel XV- secolo:  Padre della sua Nazione Albania e uomo visionario di una Europa Unita / Di: Sabina Darova

Gjergj Kastrioti Scanderbeg nel XV- secolo:  Padre della sua Nazione Albania e uomo visionario di una Europa Unita

 

Di: Sabina Darova

L’anno 2018 in Albania e per tutte le regioni della Diaspora albanese nel mondo,  è stato chiamato l’anno di Scanderbeg, perchè coincide con il 550 anniversaio  della sua morte, il 17 gennaio del 1468. In Albania e in tanti paesi dove vivono le comunità albanesi, per quest’anno si stanno organizando  tantissimi eventi in memoria dell’eroe. Eventi che ricordano un grande uomo di Stato, un Leader che fece conoscere la sua piccola Albania in Europa  come difensore del Cattolicesimo e della libertà dal periccolo dell’invasione ottomana. Ma anche per suo popolo, come padre fondatore dell’unificazione della propria nazione.
Oggi però, il 06 maggio del 1405, ricordiamo la nascita  del nostro eroe, George Kastrioti.
Nasceva in un piccolo principato, situato al nord  dell’Albania, quello dei Kastrioti a Diber . Era figlio di Gjon Kastrioti, principe di Kruja e madre Vojsava, figlia di una famiglia feodale di Pollogu. Di lui, il primo che ci parla da un  libro storico, in lingua latina, è lo storico sacerdote cattolico di Scuttari, Marin Barleti. La storia che lui riusci a costruire, si basó su documenti ufficiali trovati nell’Archivio di Venezia. Molti storici hanno discusso delle sue origini spostandolo dal Monte Negro in Albania (  zona di Mat, Dukagjin, Hasi di Mirdita). Quello che ci parla con più esattezza è Gjon Muzaka, principe di Muzakaj che dopo la morte di Scanderbeg emigrò a Napoli. Nel suo testamento del 1510 scrisse che il nonno di Scanderbeg, Pal Kastrioti possedeva le terre di due villaggi chiamati Sina e Gardhi i Poshtem a Dibra.

Gjergj Kastrioti Scanderbeg

Ultimo figlio dei quattro fratelli  e cinque sorelle, fu preso ostaggio dal Sultano Murat nel 1421 e si educa nel suo cortile ad Adriaanopoli dove venivano preparati i comandanti che venivano mandati poi  in guerra. Per le sue dotti da un comamdante coraggioso e abile, gli viene dato il titolo Bey con nome Skanderbeg ( principe Alessandro, il Re di Macedonia), il titolo più alto che si poteva dare in quei tempi.
Gjergj Kastrioti Scanderbeg è l’unico eroe nazionale, che il destino e il suo impegno gli offrò il posto piú onorato in un paese piccolo e martiriato nella peninsola balcanica, che si chiama Albania. Tanti lo ricordano come uomo di spada eroica, ma in questo articolo vorrei ricordare come un uomo visionario, diplomatico e politico, creatore di alleanze, ideatore e  negoziatore, legislatore, credente ( difese la sua religione cattolica), ma sopratutto illuminato , perchè riuscí a unire tutti i principati  sotto all’unica bandiera, quella della Kastrioti, cercando di  creare lo Stato albanese secondo la nozione che oggi si chiama Arbëri.
Scanderbeg non si formò solo come uno stratega  militare. ma anche come stratega delle relazioni diplomatiche  nazionali e internazionali. Lui conosceva sette lingue diplomatiche. L’apertura mentale lo aiutò di uscire dai schemi autoritari  e dispotici di quel periodo mediovale. È stato una personalità che ha guardato oltre i suoi interessi individuali. Testimonianza è stata  l’assemblea di Lezha nel 1444, una grande prova per i principi europei per sostenere il progresso ideologico di una Europa minacciata dall’invasione  dell’Impero Ottomano.
Dalla sua corrispondenza, come Papa Giovanni Eugenio IV, Mormon III, Pio II e atri Re dell’ Europa( Ungheria, Germania, Austria, Vaticano, Ragusa, Venezia, Napoli), Scanderbeg dipinse le sue idee liberali, unificanti di una costruzione dello Stato. Gjergj Kastrioti è stato e resterà il diplomatico più importante e più prominente della nazione albanese.
Per 25 anni di guida di resistenza contro gli ottomani, lui fa si che la sua nazione non si sentí  mai come un ” secondo violino” agli occhi della diplomazia mondiale, ma pieno di dignità per secoli, nella cronologia storica dei popoli civili.

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