IL MACCHINARIO ROMANZATO DELL’ENERGIA PER LA VITA / di Yuleisy Cruz Lezcano

 

IL MACCHINARIO ROMANZATO DELL’ENERGIA PER LA VITA
 
Il viaggio attraverso il mondo invisibile dell’Energia si coglie nella forza della parola “Energia” che, solo al pensarla, produce il pensiero del moto potenziale di tutti gli elementi… L’energia si intuisce dentro i sogni del tempo; è il trionfo della vitalità intrinseca di tutti gli atomi. L’energia illumina la vista degli elementi neutri, dando a loro una carica.
Le energie si influenzano attraverso delle forze invisibili; queste forze sono sottoposte alle leggi della polarità, che provocano gli spostamenti di tutti gli elementi.
L’energia riempie il sole che, è di per sé, il simbolo del fuoco divino. La storia racconta di diversi geni ossesionati e attratti dalla luce; ricordo per esempio il grande Leonardo da Vinci, che osservava la natura per cogliere la magia dei colori in ombra e i colori in luce; poi Einstein che voleva cavalcare con la sua amata i raggi di luce. Quanta grandezza contenuta in un raggio di luce!
Fisicamente parlando, la Luce è una forma delle vibranti linee di elettro _ magnetismo, ma poeticamente parlando la luce è ben di piú.
L’energia genera farfalle di luce nell’immaginazione e trasforma i pensieri.
L’energia sposa tutti i registri della materia senza ferirla, senza plasmarla; l’energia è il distillato di rosa più felice contenuto nei corpi.
L’energia affronta perfino la morte dei corpi, trasformandosi in altro.
L’energia restituisce alla materia tutto quello che sembra perduto, rispettando unicamente le leggi dell’infinito. Per capirci meglio, se si prende una quantità di qualsiasi materia, la si può ridurre in frantumi, rimescolare, farne ciò che si vuole, e la sostanza della materia non svanirà; tutto si ricompone. L’energia restituisce ogni cosa sotto un’altra forma. Nulla va disperso!
Dopo la morte, intuisco quel che accade, come dicono i versi di Emily Jane Brontë (Thornton, 30 luglio 1818 – Haworth, 19 dicembre 1848), contenuti nella poesia “Alta erica ondeggiante curva sotto il vento tempestoso”:
“Lo spirito dell’uomo abbandona la sua tetra cella,
rompendo le catene e spezzando le sbarre.”
L’energia è sempre stata lì, ma ha lasciato scoprire parte della sua essenza agli uomini che hanno usato la scienza, per cercare una visione sempre più chiara delle leggi della natura.
Le classificazioni servono per semplificare realtà complesse, quindi quando penso alla classificazione della natura in due grandi domini: Energia che anima gli oggetti e Massa costituita dalle sostanze materiali da cui sono costituiti gli oggetti, colgo nel modo, seppur settorializzato e meccanicistico di concepire la realtà interna alle cose e la realtà circostante, il tentativo di classificare le cose. Quindi le classificazioni sono semplicemente un modo di raggruppare diversi elementi affini, che si compensa nella tesi di semplificare i fenomeni per renderli comprensibili, nonostante il fatto che la comprensione dei fenomeni sia assoggettata da costrizioni teoriche. Ed ecco qui che arriva il genio A. Einstein a spiegare il legame intrinseco fra domini che sembravano non comunicare fra loro. Il genio è un genio quando non si accontenta della visione fino a quel momento esistita, per cui Einstein non convinto, cercò di trovare un legame fra Energia e Massa.
Il genio è solitamente qualcuno che per primo riesce a intuire come collegare tra loro elementi pre-esistenti e incorporarli all’interno di una sua osservazione o scoperta originale…
Energia = massa * il quadrato della velocità.
Ed ecco che il grande genio partorì la Magia!
 
Chi attinge alla propria energia è capace di proporre le proprie idee con determinazione, ma spesso dietro le idee valide si annidano numerose domande, che a volte hanno risposte, a volte rifiuti.
Ricordiamo però, che i grandi maestri non s’intimoriscono dalle domande dei discepoli per le quali non conoscono risposte, ma si pongono nuove domande.
 
Siccome io non sono un fisico ma una biologa e alcuni dicono addirittura una poetessa, addentriamoci di più nel concetto di “Energia per la vita” prendendo in considerazione ancora i versi di Emily Jane Brontë:
“Illuminando e calando, crescendo e morendo
in perenne mutarsi della notte al giorno;
ruggendo come tuono, come dolce musica sospirando,
ombre su ombre avanzano volando,
lampi abbaglianti sfidano le tenebre,
velocemente apparendo e subito svanendo.
 
Cogliere l’Energia per la vita contempla l’arte di vivere ogni istante, ogni respiro; è un modo di essere che non si può classificare in un ambito né visivo né cerebrale; perché l’Energia per la vita è invisibile, ma si sente.
 
 
 
di Yuleisy Cruz Lezcano
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