Poesie di Anna Cappella

Poesie di Anna Cappella

 

AMORE RUFFIANO

Avido, cerchi, nel guscio aperto
di un bacio solenne,
la stessa perlacea intesa,
mentre le tue labbra, sento infuocarsi
sulla conchiglia socchiusa
della mia bocca ansiosa.

Lesto, disseti il tuo peccato
di maschio ruffiano,
e, suggellando la tua brama
alla mia fame di donna innamorata,
ti aggrazi il mio profano consenso.

Quando ti specchi
nell’iride euforica
dei miei sguardi accesi,
all’ardore delle vivide strette,
con un inchino solenne,
mi inviti a bere al calice
dei condivisi assaggi.

Delicatamente, strappi
gli antichi veli
ed io calo la mia resa,
lasciandomi condurre
in un gioco arreso
al tuo verbo scoperto,
fatto di parole calde,
che intessono l’ abito di versi.
cuciti sull’orlo trasparente
di una passione ordita.

Piano, adagi il tuo viso
sul profilo trepido
della mia pelle impaziente,
e pizzichi le corde dell’arpa intonata,
lasciandole vibrare al tocco setoso
delle tue dita testarde.

Allora no che non resisto
alla fiamma accesa
del tuo insistente volermi,
che diviene fuoco all’approdo
della tua lingua sulla rosa aperta
dei miei seni storditi.

Questa notte, amami
sulle note carnali,
che gemono all’urlo fiorito
di un desiderio schiuso

Amore accosta ancora le tue labbra alle mie
per brindare a questo tempo,
che ci vede sposi nell’alcova segreta
di un sincrono richiamo proibito.

 

PRELUDIO di un canto antico

Preludio di un canto antico
che s’innalza verso il cielo
e le stelle ad affiancare
il chiarore della luna.

Muta canta l’anima mia
dal cuore orfano d’amore,
sulle note dissonanti
di un’armonica follia.

Al singhiozzar delle corde
d’un accordato pianto
vibra la lira al cospetto di Orfeo
e del suo disarmante canto.

Fluente spartito di un assolo
che cinge tra le mani un addio
e, nel pentirsi di non aver creduto,
implora sincero il suo perdono.

Nulla ormai più consola
la voce di un’anima tremante,
che non s’arrende e spera
in un suo prossimo ritorno.

S’invola l’attesa tra le righe
di un pentagramma scolpito
da suoni appena accennati
di un’opera incompiuta.

Versi ansimanti s’intonano
al buio di un sospirato incontro
che nell’adagio di un ritmo sincopato
esegue una musica improvvisata.

Accorato turbinio di due anime
che nella vita si sono cercate
per ritrovarsi dove il silenzio non tace
e l’amore il suo concerto declama.

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