La luce del Mattino nella mia città di Hannie Rouweler / Traduzione di Maria Miraglia

 
Hannie Rouweler
 
 
La luce del Mattino nella mia città di Hannie Rouweler
 
I read these verses in English in French, in Spanish and imagined their rhythm and cadences in my language and here they are in Dante’s language. Beyond their charm and musicality, you can immediately recognize in them the feminine touch of the pen, the sensitivity of the woman that crosses the lines and remains subtended between one verse and another. The reader can also easily identify a feminine self in the delicacy of the flow of words that express present and distant feelings and which, although in the individuality of the expression of feelings, highlight a collective feminine self.
 
 
***
 
Ho letto questi versi in inglese, in francese e spagnolo, ho immaginato il loro ritmo e le loro cadenze in italiano ed eccoli qui nella lingua di Dantre . Al di là del loro fascino, della loro musicalità, si riconosce subito il tocco femminile della penna, la sensibilità della donna che attraversa i versi e che resta sottesa tra un verso e l’altro. Il lettore può facilmente identificare un sé femminile nella delicatezza del flusso di parole che esprimono sentimenti presenti e lontani e che, pur nell’individualità dell’espressione dei sentimenti, evidenziano un sentimento femminile collettivo.
 
 
Luce del mattino nella mia città
 
Ci incontreremo alla cieca nella luce del mattino
per trovare e cercare
ciò che ci divide, il tempo, la distanza reciproca, i pensieri
che scorrono con la marea del riflusso che si ritira,
punti di fuga che hanno perseguitato le nostre vite, addii,
tanti addii e sempre cambiamenti e allontanamenti
da luoghi a cui era assegnato un valore fisso su una mappa individuale,
nessun mare in vista nel mio giardino. Solo nei miei ricordi
rivivo in quel luogo protetto dove con le finestre aperte
sentivo il frangersi e lo sciabordio delle onde contro gli scogli.
 
Anche molto tempo dopo, la luce irrompe ancora tra gli alberi
con giovani raggi mattutini che salutano un nuovo giorno,
riscaldano la terra, l’ arida anima stanca della fatica, del viaggio,
dei desideri ricorrenti, dei vecchi dolori che riaffiorano
al minimo suono e l’ eco di un incubo, risonanze
dei limiti del dolore quasi dimenticate. Avremo bisogno di fidarci del mattino
accendilo e abbraccialo da vicino, come ti abbraccio e mi avvicino a te
con passi morbidi sul dolce tappeto dei sogni ad occhi aperti
srotolata sui prati e sui terrazzi di nuova costruzione
alla riunione in giorni migliori, che sicuramente verranno.
 
 

Traduzione di Maria Miraglia

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