KUR NDRROHEN STINËT ZOGJTË SHTEGTARË NISIN E KTHEHEN ( “Valsi i vdekjes“ nga Festim Liti poezi, tregime, publicistikë, Larisa-Tiranë 2014 ) / Nga Vllasova MUSTA

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Sonorità inusuali e moderne nella musica antica

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Sonorità inusuali e moderne nella musica antica

 

L’Hirondelle nasce dalle esperienze musicali ed artistiche dei tre componenti fondatori del gruppo.

Frida Pagan vive a Milano. Appassionata di musica celtica decide, dopo alcuni anni di studio della chitarra e del violino, di dedicarsi all’arpa celtica, strumento massimamente espressivo in questo genere musicale. Approfondisce lo studio del repertorio irlandese, scozzese e bretone insieme ad arpisti come Grainne Hambly, William Jackson, Jochen Vogel e Myrdhin. Ha partecipato alle registrazioni del cd “L’eterna magia dell’arpa” di Cristina Ruffino e ha suonato in diversi progetti musicali che spaziano dalla musica folk al metal fino ad incontrare Alessandro e Ornella e avviare con loro il progetto musicale L’Hirondelle.

 

Alessandro Valli ha iniziato a cantare più di trent’anni fa e ha fatto parte di numerose compagini vocali, con un repertorio che spazia dalla musica medievale a quella rinascimentale e barocca, settecentesca e romantica, fino ai compositori moderni e contemporanei. Oltre alla cosiddetta “musica colta” ha cantato altri generi musicali, come il jazz e il gospel. È membro del Quintetto Imperfetto, che propone musica rinascimentale e barocca, nel quale è tenore/baritono e concertatore. Nell’Hirondelle svolge il ruolo di cantante, chitarrista e flautista.

 

Ornella Ercolini spazia dal repertorio soul e jazz alla musica antica e tradizionale celtica. Dopo anni di militanza in vari gruppi e molte serate di piano bar, musica leggera e jazz e una lunga esperienza di canto corale, approda alla formazione del gruppo attuale, che condensa l’amore per la musica antica con la grande piacevolezza delle ballad e delle canzoni celtiche. Il repertorio che L’Hirondelle propone le consente di applicare appieno le doti vocali nella tessitura che più le appartiene, cioè mezzosoprano e soprano. Vive in provincia di Pavia, in una graziosa cascina piena di piante e di gatti.

 

Margutte ha intervistato Alessandro Valli e Ornella Ercolini.

 

Come è nato il gruppo?

 

Alessandro: Il gruppo è nato quasi per caso. Ornella e io suonavamo già insieme (abbiamo una nostra formazione, il Duo Musikántika, più specificamente dedicata al repertorio antico) e avevamo un ingaggio. Abbiamo pensato di chiamare per la serata una mia amica con cui studiavo arpa anni fa, e con la quale avevamo fatto qualche prova. Ci è piaciuto suonare insieme e così abbiamo deciso di partire conL’Hirondelle.

Ornella: ​Io vi dico com’è nata Musikàntika. Ci ha spinti l’amore per la musica antica e siamo stati incoraggiati dal fatto che proveniamo entrambi dalla musica corale ed ci siamo conosciuti proprio nell’ambito musicale. Vivendo insieme è stato molto facile trovarci nei pomeriggi d’inverno a cantare e suonare, anche al di fuori dei nostri rispettivi gruppi musicali. All’epoca facevo parte di un gruppo jazz e insieme abbiamo cantato indifferentemente gospel, soul​ e musica corale. Nei momenti di ascolto a casa ci siamo resi conto che la musica medioevale e antica in generale appassionava entrambi e così era anche per la musica tradizionale inglese, bretone, scozzese e irlandese. Ci è poi parso naturale uscire a suonare per far ascoltare questo repertorio anche ad un pubblico. La mia passione per le rievocazioni storiche, per gli oggetti e i costumi storici ha fatto il resto. Ora siamo in grado di partecipare indifferentemente a manifestazioni di rievocazione storica, cene medioevali e concerti di solo ascolto, anche in costume.

 

Perché la scelta di musiche antiche e medievali?

 

Alessandro: Ascolto e faccio musica antica e medievale sin da quando ero ragazzo. È affascinante scoprire sonorità inusuali e modernissime in musica che ha centinaia di anni. C’è dentro tutto il cuore dell’uomo, che non è cambiato nel corso dei secoli, anche se possono essere cambiate le forme. Recuperare determinati repertori è illuminante. Scoprire che il barocco, che siamo abituati a considerare l’epoca dell’esagerazione, dell’eccessivo, delle grondanti dorature, è  il periodo in cui si mettono in musica i sentimenti umani, l’amore, l’abbandono, il dolore, e che ha prodotto alcuni dei brani più belli che si possano ascoltare ancora oggi, stupisca sempre chi lo ascolta per la prima volta: e vedere e sentire questo stupore nel pubblico che ti ascolta è appagante.

La musica antica ha il fascino della freschezza, non è abusata e non ne veniamo bombardati in continuazione. È una musica che puoi ascoltare e vivere senza correre; anzi, ti chiede proprio di fermarti un momento e pensare a quello che stai facendo. Non è “difficile” in sé, ma richiede grande impegno e grande concentrazione.

 

Quali brani esattamente comprende il vostro repertorio?

 

Ornella: L’Hirondelle ha un repertorio che in parte si sovrappone a quello del Duo Musikántika e comprendente musica rinascimentale e barocca, musica tradizionale antica e molta musica irlandese, scozzese e celtica in generale. Proponiamo anche diverse ballad inglesi antiche, dalle più celebri, come Mary Hamilton, a quelle meno conosciute, come Johnnie Faa (niente a che vedere con Faà di Bruno).

 

Pensate di essere un gruppo in controtendenza o controcorrente?

 

Alessandro: C’è in corso un grande revival di musica celtica e medievale, ma il nostro repertorio si caratterizza per la ricercatezza dei temi e delle proposte. Non strizziamo l’occhio al grande pubblico, in cerca di ritmi facili e prontamente godibili: cantiamo l’amore, la morte, il dolore della separazione, l’amore per la propria terra e per le sue leggende. È un repertorio particolare, che spesso commuove. E in questo lavoro cerchiamo una timbrica che riesca ad accostare antico e moderno, tradizione e cultura, con arpe, flauti dolci e tin whistle, liuti, ma anche modernissime chitarre acustiche, e soprattutto la straordinaria voce della nostra cantante, personalissima e molto soul, che in questo repertorio, dominato dalle voci flautate da un lato e da quelle liriche dall’altro, è davvero una nostra unicità.