Shtatë vjet me revistën e vetme letrare “Qëndresa”… / Nga: Bilall Maliqi

Shtatë vjet me revistën e vetme letrare “Qëndresa”…     Nga: Bilall Maliqi Revista letrare “Qëndresa” është organ i Shoqatës së Shkrimtarëve “Feniks” (Preshevë, Bujanoc dhe Medvegjë) dhe është e vetme në gjithë territorin e Krahinës së Preshevës. Kjo revistë … Continue reading

Poezi nga Diana Zhiti

Poezi nga Diana Zhiti   Erdhi pranvera Gjithësia filloi të zgjohet me ritme të shpejta, shpërthen sythat,në petale plotë aromë , pemët lakuriqe vrullshëm mbulon gjethja, bilbili ëmbël, pllajës së gjelbër këndon. Ç’pate ti moj zëmërushe që tundohesh? Diçka folëm … Continue reading

Poems by Tyran Prizren SPAHIU

tyran prizren spahiu

Poems by Tyran Prizren SPAHIU
 
 
 
AMBASSADOR OF POETRY
 
Missing are the ardent words
diversity expressing in memory,
I do not want to remember Nero
the darkness bleak times,
crazy loads of history
let them find a place in limbo …
Marching the deadly bullets
in the hunters arena
we are likely to replace
with fresh olive branch …
I am far from distinguishing the color of skin
even away from the Religions,
in me, the red blood inside streams
always remembers Almighty God…
I came with those letters,
invited to love as Ambassador of Poetry,
cuddle, fondle, four sides
excited to merge for good in the world.
The ancient civilization,
gathered are to plant olives
joined with the white dove
to place down peace in humanity,
place this of future starting from today
we
under Conductor’s Baton
conscience appeal has made
Gold pen invites
free to breathe this tired world …
 
 
 
THE EMPEROR OF CURIOSITY
 
Storm’s life invites me,
to sail on waves of insolence,
being in the mysterious world,
I am armed with ego madness,
 
stirred are feelings,
 
lighted, entered without laziness,
gathered were poor images,
idiotic laughter sparked resistance,
I left backward across the mill,
 
darkness covered me,
 
it was fortress that stretched poisoned hand,
at this stage, grabbed the emotions,
on high speed I left running,
again kept tracking damned path,
 
implemented is the idyll of insolence ,
 
armored doors, evoked curiosity,
armed with frustration, sitting cross-legged,
bitter waves broke on my body,
humbled, barely I found the exit from this crossroad. confused at the gate of humanity,
 
it was fate,
 
I entered the oasis of good people,
silence which drunks ,rooted were the nobles of society,
sounds of lira awakened sleeping love,
believed I should be,
being accompanied by the melody of the time eternity.
 
 
 
WORLD resides here …
 
I, unfed,
being with bone and skin,
unexpectedly found myself,
at destitute,
in this chimney,
generosity nest welcomes ,
warm, human, offered me a dining table,
found the shelter of morsel,
warm bread, generous spirit.
 
Seated are, eyes wander,
I feel excited as well,
how to eat a morsel,
of the young children!
but,
intestines betray me,
like a late autumn storm,
sounds cover the chamber,
eyeing me pithily,
smile greets me,
you are hungry, have another mouthful!
 
Manfully braved,
old woman a real Lady,
at the corner seated ,
is silent,,
eyes down as though sleeps,
near the stove feeding with poverty.
 
-Strange is pleasure for her-…
Feelings,
are made open sea,
stormy unprecedented,
I heard,
Molière* left barefoot,
as far as the nobility of society,
beyond the bourgeoisie appetite!
 
Our, never fed,
hand stretched thin hand, feeble,
Beyond the legend of maize,
watchful,
Migjeni* found peace in his youth …
 
Now,
lying is twilight,
covered has human shame,
out of poverty,
wander mundane talkative,
they are rude,
like the greedy darkness.
I
I accuse myself,
being a part of human orgy …
 
*Migjeni-Albanian writer..
*Moliere-French writer
 
 
 
MY NATURE
 
For God’s sake, I see nothing,
strong fog blinded me,
dripping wet hair,
trying to find her in the late hours.
 
I break legs, in the stone bridge,
fed up with lies,
below, I hear the sound of water,
mystical fog worries me.
 
Alone in this space,
In the cursed surroundings,
suddenly nearby I heard steps…
turn back, trying to understand,
made all ears, I do listen,
no no I scream, no do not go,
in the distance steps disappear..
 
Feelings must be removed,
away, as far away from me,
from the head, hand, from within,
this heavy pyramid!
 
Whistling I try to sing ,
sing my faithful song,
Wish you were here *.
 
I can not, force is delivered,
sat on the edge of the bridge
cold is unknown, I do not feel,
I am wet, I know,
wet, from the wild rain,
soaked in spirit.
 
They are inserted under my skin,
blinded thoughts have embraced me.
 
I recall hidden and trustful relaxation,
breathe deeply,
calm down, eyes closed,
it’s me and loyalty,
suddenly,
F I stood up,
secretly exceed worries
went to nearby bar,
near the path of love,
a coffee, please,
quiet,
confident in myself,
embraced the world
my beautiful world ..
 
* Pink Floyd
 

Si può distruggere una famiglia perché ti innamori di una stella? ( 193- Gabbie – Rezart Palluqi) / Di: Liana Suppressa

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Si può distruggere una famiglia perché ti innamori di una stella?

http://www.sulromanzo.it/blog/si-puo-distruggere-una-famiglia-perche-ti-innamori-di-una-stella

Di:  Liana Suppressa

Mer, 01/03/2017 – 11:30

Si può distruggere una famiglia perché ti innamori di una stella?L’Editore Ensemble porta per la prima volta in Italia una delle voci più significative e nuove del panorama letterario albanese odierno, Rezart Palluqi. Lo fa con il suo ultimo romanzo 193 Gabbie (tradotto da Iris Hajdari), presentato a dicembre 2016 durante la Fiera romana della piccola e media editoria Più libri più liberi.

Nonostante l’Albania sia così vicina all’Italia, poco ancora si conosce della sua letteratura nel nostro Paese. Mentre il resto d’Europa risorgeva dalle ceneri della Seconda guerra mondiale, a partire dagli anni Cinquanta la dittatura imposta da Enver Hoxha in Albania segnava fortemente tutta la produzione letteraria nazionale. E tali segni sono arrivati fino a noi.

Rezart Palluqi si colloca in pieno in questo scenario: la sua opera è la storia della sua generazione, nata sotto il regime di Hoxha, scappata in altri paesi alla ricerca di una vita migliore, ma che continua a vivere anche a distanza di decenni, nel presente, il dolore, la tragicità e le speranze deluse del post-comunismo.

Questa è la storia del suo Ylli: costretto a emigrare nei Paesi Bassi da bambino assieme alla madre dopo che il padre era stato sequestrato dal Sigurimi, la polizia segreta albanese, in quando sospettato di essere un traditore per aver utilizzato un binocolo per scrutare il cielo.

Il trauma della sparizione del padre e della successiva fuga accompagnano Ylli per tutta la vita: poteva il genitore essere stato portato via solo per “una maledetta stella”?

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Si può distruggere una famiglia perché ti innamori di una stella?

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Ad Amsterdam il protagonista cresce adattandosi passo dopo passo alla nuova vita, frequentando una scuola professionale per cuochi e scrivendo poesie. Le vecchie paure e inquietudini però sembrano non abbandonarlo mai, e crescono con lui. Ylli maledice la sua mente che vaga ogni giorno senza meta scrutando il cielo e ripropone sempre gli stessi sogni: le bandiere, il padre che usava un binocolo per guardare le stelle, la precipitosa fuga dall’Albania verso la speranza di un mondo migliore. La sua anima fragilissima e inquieta condiziona ogni aspetto della sua vita e cerca riparo – inutilmente – ina una terra che non è la sua.

Negli anni della giovinezza olandese Ylli incontra Zhaneta, anche lei emigrata albanese, su cui riversa la sua fragilità, le sue ossessioni e a tratti i suoi sentimenti sessuali e sadici.

Il legame con Zhaneta si stringe a doppio filo anche a seguito di un secondo forte trauma: l’uccisione, proprio per mano della ragazza, di un uomo albanese che come Ylli cercava il padre, fatto sparire dalla polizia albanese.

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La ragazza, che diventerà poi sua moglie e madre di suo figlio, non solo è una psichiatra, ma si scopre essere anche la primogenita dell’ex capo della polizia segreta albanese durante il regime. In Ylli brucia quindi il desiderio di utilizzare la famiglia della donna per scoprire qualcosa di più su ciò che è davvero successo al padre: può essere questa la volta buona per fare luce sul mistero più grande e ossessionante della sua vita?

Si può distruggere una famiglia perché ti innamori di una stella?

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Rezart Palluqi

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Il romanzo di Palluqi mostra le due facce di una stessa medaglia: egli riesce, da un lato, a farci conoscere, seppur nella finzione di un romanzo, l’atrocità e l’omertà della dittatura di Hoxha, che hanno continuato ad esistere e ad influenzare le vite di molti albanesi anche a decenni dalla caduta del regime; dall’altro, quasi come conseguenza del primo, a scavare nel profondo psicologico di chi ha vissuto quel momento storico direttamente o indirettamente, e mostra ai lettori il risultato traumatico di tutto ciò: vivere per sempre la propria vita dentro una gabbia.

Ogni aspetto della vita di Ylli è una gabbia: Zhaneta è una gabbia, perché è una moglie ambigua e inattendibile, il suocero è una gabbia, la sua famiglia è una gabbia, Amsterdam è una gabbia, il tempo che passa e che non restituisce la verità è una gabbia. E, sopra tutto, l’Albania è per lui una gabbia, lontana ma infrangibile, la più opprimente di tutte.