Vepër autobiografike – STEFAN CVAJG : “Bota e djeshme – Kujtime të një evropiani” / Përktheu në shqip: Aristidh Ristani

“Bota e djeshme – Kujtime të një evropiani” Vepër autobiografike – STEFAN CVAJG Rritemi të qetë, veçuar e në rehati, por befas rrugëve të botës na lëshojnë; sipër nesh përplasen prore dallgët mizëri, gjithçka na tundon, shumë gjëra na gazmojnë, mjaft … Continue reading

Poems by Dr. Shivputra Shivraj Kanade

Poems by Dr. Shivputra Shivraj Kanade
 
 
MY PRAYERS …
 
My prayers for you,
May you get food to eat
Sound sleep in peace
A soothing soul
Love in your life
No war and strife.
 
My prayers for you,
May you get all you deserve
Soar in the success sky
Confidence and courage
With peace of mind
And firm determination to reach the goal.
 
My prayers for you,
Forever smile in your lips
Caring hands
Moving legs
Light in your eyes
Love in your heart.
 
 
 
The show must go on
 
The show must go on
Life is a stage
We are actors at play
Acting each age
 
The show must go on
Come what may
Life keeps moving
Nothing is here to stay
 
The show must go on
People come and go
See who remains
Are the true ones who never go with the flow.
 
The show must go on
Good deeds only stay
Long after one goes
Very far away.
 
 
 
Dance me to the name of love
 
Dance me to the name of love
Play with me the game of love
Make me tame of love
But never feel shame of love.
 
Let’s laugh together in the name of love
Shed tears together in the name of love
Embraced in deep passion in the name of love
Make love in the name of love.
 
Spread light and peace to all in the name of love
Stop by all and sharea smile in the name of love
Lets live once in a lifetime in the name of love
Let’s die with an immortal memory all in the name of love.
 
 
 
Fly to the moon
 
I want to fly to you ,O Moon
So come gently close to me
Let me bathe in your tender moonlight rays
And fall in deep slumber
My tired body aches so hard
Soul needs to be repaired
I want to fly to the Moon
Exhausted of all earthly desires
In your soothing shadow
I want to lie rest in peace .
Where no one can find me
The blissful solitude
I search and seek at last
So I want to fly to the Moon
Maybe that is God’s greatest boon.
 

Capt Amarinder lauds Award-Winning Poetess Lily Swarn’s talent

Capt Amarinder lauds Award-Winning Poetess Lily Swarn’s talent
 
 
Chandigarh, September 27, 2017: Captain Amarinder Singh has expressed his strong appreciation for the emotional and inspiring work of award-winning poetess Lily Swarn, who presented her collection of poems, `The Trellis of Ecstasy’, to the Chief Minister on Tuesday.
Congratulating the poetess, Captain Amarinder Singh said her beautiful expression of the pathos of human life touched an emotional cord that any person could easily relate to.
 
 
 
The recipient of the coveted Reuel International Prize for Poetry, 2016, as well as several other awards for her scintillating work, Lily is a prolific writer well known for her beautiful renderings of poetry and prose. Her poems have been translated into Italian languages and have been acknowledged by various institutions and organisations around the world.
The Chief Minister said Lily’s poems, which she started writing after she tragically lost her young son to cancer in 2013, seemed to have been drawn from the depth of her emotions, which she had woven intricately into powerful words. Lauding her immense talent, he said women of substance like Lily deserved to win the highest accolades of appreciation.
His government, said Captain Amarinder, was doing its utmost to nurture such talent, which abounded across Punjab.

Maria Teresa Manta, Il tempo del silenzio, Albatros, 2013 / Francesco Paolo Catanzaro

Maria Teresa Manta, Il tempo del silenzio, Albatros, 2013
 
Francesco Paolo Catanzaro
  
Poesia delle emozioni quella ricamata nei versi di Maria Teresa Manta. La silloge “il tempo del silenzio” è un viaggio emotivo, un itinerario emozionale di un’anima trasparente e limpida, che raccoglie i frammenti di ogni territorio interiore, da cui sgorgano sorgenti d’amore attraverso versi, che sono perle di una collana in eterna costruzione, che ogni giorno si auto- rinnova nel palpito e nel respiro della vita. Ma la sorgente trascina con se tutti i ricordi, che sono di gioia della maternità e di disperazione/ annichilamento per la perdita di un figlio. La voce non è più suono ma silenzio come quadro münchiano, che nell’immagine statica si origina l’urlo disperato quale strazio che racchiude il dolore del mondo e d’ogni singola madre. Liriche che trasmettono emozioni e sentimenti nella consapevolezza di riuscire a sintonizzarsi in ogni lettore sensibile e raffinato, che utilizza un linguaggio del cuore, eternatore di sentimenti umani. Cos’è la poesia nella Manta se non esternazione di un fatto cronachistico,  vissuto e scarnificato? I fatti  della propria cronaca esistenziale diventano pretesto per accensioni liriche, che portano a far intraprendere viaggi  onirici e fantastici, corredati dalla sinfonia delle emozioni, che carezzano, s’impossesso o penetrano l’anima di ognuno di noi. Il trascorrere del tempo ed il ritrovarsi ” chiuso nella tua canutaggine” mentre altrove si festeggia l’incalzare della gioia, riecheggia sensazioni leopardiane, che ripropongono immagini care al poeta recanatese ma che risultano interiorizzate dalla poetessa leccese. Il ritrovarsi soli a vivere i ricordi felici è vissuta come una vergogna che inghiotte ed atterra, risponde con dolore  alla trepidazione  passata con un ricamo di silenzi, che sono però un dialogo con la propria anima. La speranza del ritorno è in “Natale”, dove la madre è albero rinsecchito per la perdita del “dolce figlio mio”. Pianto carducciano , che precipita nella constatazione dell’assenza. ” Vuota la sedia e muti / i commensali/ a rimembrar di gioie passate”.
 
Maria Teresa Manta
 
La speranza non muore, però, perchè in “Tu sei l’amore” ” torneranno ancora le rondini/ e tra le crepe riempiranno l’aria intorno”. I ricordi sono speranze e macigni che portano alla scoperta e alla riscoperta dell’amore materno del portare ” per anni nel mio cuore/ amato tanto e lacrime m’hai dato” che sono urlo esistenziale,  quando ” A nome MORTE, impietosa e fredda, ci si ritrova” con il petto squarciato e con “sanguinante il cuore ” che “dilania trafitto/” ferma nelle”parole mute che gridano./ nel silenzio del nostro urlare : ADDIO FIGLIO, / TI AMIAMO!” Proseguendo nel cammino arriva una figura femminile  ” nel bianco abito” nel giorno del suo sposalizio, Raffaella,,avvolta da ” nere nuvole,/ nere come il nero del pianto/ e della disperazione. Viaggio verso la felicità  terrena e l’appagamento del proprio sogno o la fine del vivere, infine, nel viaggio di una mamma che riconosce di camminare verso il tempo e si ritrova umile nella sua uscita fuori di scena, “in silenzio/ accarezzando le mie nostalgie.” Ecco che il linguaggio diventa polimorfe e polifonico , quasi a cercar di veicolare la comunicazione dei propri sentimenti a più anime possibili e con mezzi espressivi differenti. Un cammino amplificato a più sottolineature emotive, quasi a riconoscere visioni del cuore differenti a diverse latitudini. Un cammino che finisce con un appunto, un cartiglio, che raccoglie il “sensus”delle emozioni della poetessa, che come in una visione lirica di tipo ungarettiano, riconosce i tormenti del proprio animo e vede il suo cuore come campo delle proprie emozioni vissute e conservate in ogni palpito d’amore.