IL METODO – Di Yuleisy Cruz Lezcano


IL METODO
 
 
Di Yuleisy Cruz Lezcano
 
La psicologia del pubblico è cambiata e di conseguenza è cambiata la psicologia delle proposte culturali.
Non adattare le strategie di mercato, pubblicitarie, al cambiamento, significa realizzare eventi e promuovere cultura solo per se stessi e per pochi eletti.
L’invito è quello di ubbidire non solo all’estetica di massa e a una poetica realistica della proposta culturale, ma cercare di cambiare la politica miope che crede che solo perché un evento sembra culturalmente rilevante e innovativo, possa attrarre un pubblico non solo curioso, ma interessato e potenzialmente attivo e partecipe.
Per sfruttare al massimo il filone culturale, davanti a un numero sempre maggiore di offerte, anche di scarsa qualità, oltre al sondaggio e allo studio del potenziale pubblico, bisogna cambiare la proposta/risposta; fare della proposta culturale “ossigeno nascente” .
Si deve riconoscere che anche le nostre scelte sono sostanza del nostro percorso mentale.
All’ora di proporre la propria offerta culturale, una scelta non vale l’altra, così come una frase non vale l’altra. La scelta dell’unità di senso, il suo ascolto interiore, così come la lettura da parte di un determinato pubblico, generano un eco, che può raggiungere gli spazi profondi delle più sentite emozioni. Come ben si sa, il consenso del pubblico per l’artista è nutrimento morale, uno stimolo per creare nuove cose, quindi all’ora di proporsi, è fondamentale farlo in modo organizzato e innovativo, così da raccogliere non solo consensi di pubblico, ma motivare sponsors, e mobilitare risorse per una proposta articolata.
La Cultura per essere rivoluzionaria, non deve avere inarimenti, irrigidimenti, non deve dare all’arte la connotazione di un’umanità legata soltanto al proprio passato, ma dovrebbe uscire dal ristagno; si deve sforzare di comprendere l’evoluzione del pensiero dell’uomo, dove sta andando la civiltà.
La Cultura che racconti la propria storia, attraverso un principio e una conclusione, non si ispira alla vita. La Cultura in qualche modo deve aprirsi agli imprevisti, raccontarsi in modo inatteso, ma allo stesso tempo, non abbandonare la programmazione della propria offerta al caso.
La costruzione di un metodo seppur può sembrare, a prima, una scelta schematica e rigida, attrae risorse in modo organizzato, perché veicola il senso della propria proposta, considera gli elementi che stanno alla base del proprio modo di comunicare e coinvoglia le radici di tutti i tentativi di divulgazione verso un tronco unico, fornendo una radiografia autentica, facilmente interpretabile, sia per il pubblico, sia per gli enti, le organizzazioni, che nell’insieme, colgono il messaggio come veicolo di idee utili che arricchiscono, pertanto, sono predisposti a investire risorse.
Dal punto di vista culturale, certi problemi attuali sono nell’aria, si captano, si intuiscono. Per attrarre un pubblico sensibile, non basta più la condizione di apertura verso la vita, credere che questo approccio possa bastare, è abbracciare un atteggiamento illusionistico. Il valore di una proposta isolata, non organizzata e che non punta verso lo stupire, meravigliare, far parlare di sé, attrarre l’attenzione, ha il sapore della polvere di un circo equestre, non genera cambiamento, non produce l’effetto desiderato; crea spesse energetiche e delusioni.
L’artista che non tiene conto del metodo, che non coinvolge gli esperti del settore, per farsi un contenitore di proposte, credendo al fatto che solo perché produce un prodotto di qualità può generare interesse, è solo un mitomane. Per comunicare il valore aggiunto dell’arte non è necessario un alfabeto sumerico indecifrabile, ma un insieme di iniziative organizzate che faccia decantare un numero crescente di risorse, che turbinino con la velocità dei batteri, invisibile ma in grado di sollevare una carica importante, di creare una diffusione, simile a un’epidemia.
Il pensiero è energia umana; è l’energia umana che si rivela attraverso la mente.
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