Poesie di Emanuela M. R. Marzo

Poesie di Emanuela M. R. Marzo

 

QUEL BACIO

… E ho legato intorno al dito,
stretto stretto affinché possa far male,
un minuscolo elastico striminzito,
per ricordarmi di dimenticare …
Tu, invece, torni mai a pensare
al bacio mio?
Non a uno qualunque,
ma al bacio che segnò
l’inizio dell’addio:
a quello più vero che t’ha tolto il fiato,
che correva veloce da lato a lato,
iniziando lento da un angolo dischiuso,
scorreva sulle tue labbra
con movimento morbido e sinuoso.
Indugiò sulla rima appena socchiusa
Poi si portò sul lato opposto
Finché la voglia restò tremula in attesa:
ci assaporammo piano piano
con la passione ch’era riarsa, come sospesa,
tra il cielo più che sconfinato
e il caldo palmo della tua mano.
Ora la bocca s’apre,
il velluto si gusta e la seta si sfiora:
la lingua volteggia e parla da sola!
Fu in verità solo l’inizio:
danzando da un bacio all’altro
negammo ogni armistizio
non chiedemmo alcuna tregua,
non ci fu mai più pace:
tra labbra e pelle non si placò la sete,
restammo
come fuoco ardente sotto la brace,
di mille e mille infedeltà segrete
pareva per noi veleno vitale
ma quel bacio fu il colpo mortale!

 

CINQUE MINUTI (di Mal di Vita)

A volte può capitare
che davanti
al trucco disciolto della sera
t’incanti
incapace di procedere oltre
e di andare avanti
Devastata da un senso di vuoto,
Senza senso,
Disorientata,
Fissata nel torpore del corpo
ma ugualmente esagitata
senza sapere né come né dove,
se andare
o ritornare a dormire ,
senza capire il fine
o lo scopo,
senza avere riferimento
nel tormento
che nasce e irrompe al risveglio
in una giornata di sole pieno.
A volte accadono quei cinque minuti
in cui ti guardi le mani che tremano
sulle lacrime che scorrono dentro
senza ragione
e che straziano l’anima
che cede alla sopraffazione
ed essa si lacera in scoloriti coriandoli
d’ infelicità:
idee insensate e pensieri fasulli
tormenti irreali
e lamenti,
paure nate dal nulla,
voragini di angoscia
e sconforti
di fronte alle ore
che si schierano davanti …
Sono cinque minuti
in cui feroce si apre la terra,
prepotente l’inferno si sveglia
e dalle viscere sale
a infiammarti gli occhi ed il cuore,
come se il tuo mondo interiore
sia d’un tratto crollato
mentre il resto del mondo si avvia
in un altro giorno rinato …

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