Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano

Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
 
 
SIRIO
 
Sirio sogna un’altra casa,
sogna una barca
trasformata in nido,
un volo di gabbiano iperattivo,
un canto di cristallo,
una vita senza idee
dell’inganno,
dove possano nascere
quegli alberi che danno
nuovo ossigeno alla vita.
 
 
 
LA NASCITA DI UNA STELLA
 
Il corpo della notte riverbera
in ogni sua parte,
dall’atomo invisibile alla singola stella.
La più bella di esse è turbata,
segue il senso dei battiti,
sente la nascita
ancor prima della nascita.
Quella stella, non ancora corpo,
già si muove nel ventre della madre
con lo stesso ritmo,
succhia e risucchia nettare di universi,
con un sentire, senza forma consapevole.
Come un eco lontano nella volta celeste,
l’appena visibile battito di luce,
è già articolato su sequenze brevi,
armoniche e musicali.
Che cosa c’è, in fondo, di più ritmico e regolare della nascita del cuore di una stella?
È giusto affermare che il primo maestro di musica
è proprio il cuore materno;
è giusto pensare che nulla è casuale
e che in ogni nascita sia innato
il senso del ritmo e la sensazione del bello.
È lecito credere che ogni evento è bilanciato con il senso del benessere,
che si prova ancor prima della nascita.
 
 
 
IL MIO AMORE
 
Il mio amore è fatto da isole
inseguite dal sole, dal vento,
dalla pioggia.
Il mio amore ha tratti di linee imprecise
e spazi di salvezza nella memoria.
Il mio amore è fatto di fugace volo
di uccelli di passaggio
su una piccola mappa
che riduce il limite dello sguardo
all’abbozzo dell’essenza
che offre tramonti
al mio corpo serale.
Il mio amore è sublime e immateriale,
non sente contorni geografici
per il viale oppresso dalla nebbia
che passa attraverso gli occhi
e si pulisce le lacrime
con la camicia.
Il mio amore come un rettile striscia,
scappa sotto l’erba per nascondere il dolore.
Il mio amore richiama amore
con echi che si curvano
nel profilo del suono.
Il mio amore ha il nome di un uomo
che frana come un castello di sabbia.
Il mio amore si è perso nella cornice
delle piccole tombe che sotterrano
il riso di azzurri fiori.
Il mio amore saluta le rive e i colori
e su un mare ignoto s’imbarca.
Il mio amore imbratta pezzi di carta
ed è nascosto negli occhi,
che fissano la finestra,
con la speranza che un giorno,
dal fiorire della ginestra,
sul fusto del delirio
qualcosa di bello possa rinascere.
 
 
 
 
Un Natale per magiche illusioni
 
Lasciatemi qui
dove la magia cresce,
dove può parlare un pesce
sulla favola di sogni addormentati.
Lasciatemi qui
fra i doni impacchettati,
fra le verità più mobili
che non necessitano vele.
Lasciatemi fra azzurre chimere
di cose inventate
che sembrano vere.
Voglio sognare
il Natale su una slitta,
concordare fantasie negate,
voglio toccare le stelle con le dita
e respirare dai sogni
le illusioni che mi son mancate.
 
 
 
Lusinghe
 
Lusinghe pacifiste,
smancerie mai viste,
sugli occhi sabbie
fermano ondate di fumo.
 
Delle bugie il profumo
di morto alito, affogato
con vastità di saliva.
 
Nell’ignorato interiore, furtiva,
la lingua nichilista arriva,
non prende posizione e smuove
l’ego arrivato da chi sa dove.

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