Poesie di Alma Gjini

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Poesie di Alma Gjini

 

Dimmi uomo, cosa ti rende cosi?

Freddo
Agghiacciato
Bastardo
Senza gloria
Stalattite del tuo ghiaccio
Che abbatti
Su lembo di pelle
Ancora vivo
Con rabbia
E paure
Senza volto?

Dimmi uomo, che colore ha il tuo giardino
quando spezzi vita
con le tue mani assassine?

Quando abusi
Deridi
Tormenti
Violenti
Minacci
Il ventre
Da dove sei uscito?

Dimmi uomo che né e stato di quell’immagine

Che corteggiavi
Amavi
Baciavi
Respiravi
Contemplavi

Che giuravi
Di Amare
Venerare
Proteggere
Rispettare
Finché la morte
Non vi separi?

Dimmi uomo quanto fa male

Quel ramo
Verde
Rigoglioso
Reciso
Nel gambo
E quel che lasci?

Fiore secco
Sciupato
Con labbra
Viola
Pelle livida
Silenzio
E continui
A calpestare?
A sfregarle i sogni?

Perché ti arrendi al male?

Dimmi uomo, con pietra al cuore

Cosa provi
Nel sentire
Quel singhiozzo?
Quell’urlo
Silenzioso
Ruggito lontano
Che raggela
Che si agita
Incredulo
Sulle sabbie mobili
Del sentimento?

Quel grido di dolore
Paura
Con la speranza
Che non è la fine
Come ultimo rifugio?

Dimmi vigliacco,
Coniglio di giorno
Bestia quando il buio
Tutto copre
Quando smetterai
Con questa mattanza
Senza fine?
© alma gjini
22/01/2013

 

***

Ho parlato con il cuore sulle labbra
a memorie e resti
sulla strada maestra,
che inseguivo come un segugio
sull’orlo della palpebra
e mi inebriavo delle sue maree

e ho pianto
sotto il cielo dei ricordi
come un vagabondo rimasto alla deriva
e il vento lasciato alle spalle
mi bruciava l’anima
ancor ‘più del sole del mattino

ho volteggiato sui miei passi
sulla terra arida dell’amore perduto
e mi sono sentita
come un blocco di marmo
sotto uno scalpello

e la cassapanca per
ripararli dai venti freddi
dove ho ripiegato
e riposto mille fotografie
si e vestita di mille volti cangianti
lasciandomi nuda.

E ho sentito insoliti tepori
nel vortice che mi riportava alla presente
con il tempo che oramai mi sfugge
e nemmeno più orme ne restano
dei affetti, d’un amor perduto.

pensieri inevasi
volano e sorvolano ancor’ sui ricordi
come farfalle ad ali distese
randagi tra strade silenziose,
le voci dal passato ho sentito riecheggiare
in impareggiabile scioltezza…
© alma gjini
11/01/2013

 

***

Spariscono i giorni,
oltre il margine di un istante
come uno tsunami
che tutto distrugge
lasciano solo cocci
da mettere insieme
verso strade bloccate
e vicoli ciechi

s’infrangono come pioggia estiva
con il loro muto
o chiassoso parlare

puntano il cuore i pensieri
come un arco a tre frecce
tornano a spingere sull’acceleratore
e sciolgono le nubi
che si spezzano in due

vagando in alto,
spinte dal vento
come un’alta marea

e sbuffa superba
come un rogo divampato
la ragione che dallo scontro s’allontana
come una brusca frenata,
dalle strade della memoria

e fanno a ping-pong le emozioni
come una palla di neve
che s’ingrossa srotolando
udendo il bisbiglio
delle bocche dell’alba
come un volo dispiegato di cicogne.

Nella penombra dei vetri
Divora le nuvole, il sole
Che dall’ombra si solleva

E respira aria il cuore,
come un polmone creativo di riserva
non più agnello sacrificale sull’altare….

© alma gjini
11/01/2013

 

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