Marta Roldan: sono nata per scrivere poesia

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Marta Roldan: sono nata per scrivere poesia

 

Brevi cenni biografici.
Marta Roldan (Carmiña Candido Daverio) è nata a Rosario in Argentina e vive in Italia. Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Udine, è anche Operatrice Culturale. Scrive dall’età di 11 anni. Le sue poesie sono state pubblicate in molte riviste virtuali e non, e in più di 150 antologie cartacee e sono anche state lette in diverse radio. Partecipa e organizza raduni poetici. Il suo libro Amar es verter sudor y sangre è stato pubblicato da “Homo Sapiens – Argentina” nel 1994 e da “El Taller del poeta – Spagna” nel 2004. Ha collaborato in riviste e radio (Spagna, Argentina e Italia) e Associazioni Culturali (Italia e Argentina). Ha creato il concorso di racconti erotici “Karma sensual” e organizza annualmente l’incontro astronomico-letterario “Dal cosmo alla parola” che ha acquisito ormai un carattere internazionale. Ha ricevuto 10 premi letterari.

 

 

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Quando e come si è avvicinata alla poesia?
Avevo 11 anni, dovevamo scrivere la relazione di una gita fatta alla capitale della provincia e mi è venuta soltanto in quartine di ottosillabi. La maestra ha detto che ero portata per la versificazione e da allora non ho mai smesso; in realtà ho smesso per ben 7 anni (facendo la mamma e la casalinga, pensando che scrivere non mi avrebbe portata da nessuna parte, quando in realtà ne avevo bisogno per non sfondare nella depressione, l’incertezza e la mancanza di identità) e mi sono amaramente pentita.

 

Cos’è  la poesia per lei?
Quando voglio scherzare dico: io respiro in ottosillabi, cammino in endecasillabi e amo in alessandrini. Forse questo può far capire il mio approccio con la poesia: la poesia è la mia forma di vivere, di respirare, io sono nata per scrivere poesia e niente altro; indipendentemente di come lo faccio, bene o male, sono in continuo apprendimento per migliorare.

http://letterarieliterariasliterary.blogspot.it/
www.friulinelweb.it/crearparaleer
www.friulinelweb.it/unmododidire


 

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Il mio astrofilo personale

 

I sogni d’astronauta dormono nel cassetto.
Porti il sole negli occhi e le stelle nelle tasche.
Le tue mani, comete che non sono mai ferme;
la tua voce, satellite attratto dal mio udito.

Degli astri hai avuto la loro eterea luce.
Giri un infimo mondo volendo l’Universo.
Se c’è stato un inizio o ci sarà una fine
mi aggrapperò al tuo cuore di concetto infinito.

***

 

 

Selene

 

Arrossita
Rotonda
Piena
luna colma di sangue
Brilla
Illumina per inganno
Riflette il suo contrario
scappa dalla linea immaginaria
Cerca
Resiste
coperta di lividi
graffiata
Si aggrappa con le unghie e con i denti
a tutte le spiegazioni scientifiche possibili
e crea
Poggia le sue teorie sulla magia
intercede se lo desidera e se le piace
stabilisce la marea
accelera i parti
attira i meteoriti
Si pesca se lei vuole
Si ama se lei vuole

Si sa unica.

***

 

 

Luna, Lorca, Luna

 

Luna flamenca, gitana
che ti affacci sullo stagno
e guardi la tua bellezza
millenaria. Panna e fango.
Arrivano presto gli zingari
ognuno sul suo cavallo,
non ce n’è uno che non resti
di te, Luna, innamorato.
Luna, tu osservi gagliarda,
narcisista, quel tuo falso
viso argenteo sull’acqua;
tutti gli altri occhi ignorando.
Sei la testimone muta
di ogni errore e abuso umano.

***

 

 

La Corrida lattea

 

Sulla sabbia nera sparsa nell’Universo
un pubblico di stelle sta solo a guardare.
I tori meteore si scannano furiosi
sulla rossa muleta del torero siderale.

Marte balla da solo la danza della morte
schiva meteoriti, il solido torero,
per evitare altri segni sulla sua pelle
sanguinante da tutte le rocciose ferite.

 

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