NIKOLLE LOKA : Poeta albanese, poeta del sentimento umano. / F. Gallello – RADICIinforma

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NIKOLLE LOKA

Poeta albanese, poeta del sentimento umano.

NIKOLLE LOKA – Poeta e giornalista Albanese.

La poesia è un mondo che ha un universo tutto suo, ed i suoi abitanti sono anime ricche d’immensità, un’immensità cosmica che come manto avvolge solo chi, della e nella poesia, vive e si nutre di petali di rose e fulmini accecanti d’energia umana che, nel lago dell’anima, riflette il suo sentire, un sentire che parte dal cuore e sgorga dall’animo divenendo appunto, POESIA.

In questo mondo , ricco di grandi poeti, vi sono nomi importanti che con le loro opere illuminano l’immensità della poesia e della cultura, facendo spazi a poeti di ogni continente.

L’Albania è terra ricca di cultura dove la poesia e la letteratura in modo particolare, vivono di respiro dell’anima ed è vissuta in modo forte e con molto rispetto.

Da poco ho avuto il piacere di conoscere grandi poeti di questa magnifica terra, è devo dire che ne sono colpita in modo positivo, sento un grande fermento culturale e desiderio di crescita, di farsi conoscere , di confrontarsi , collaborare e unire pensieri e parole, sentimenti e opere, con la cultura poetica italiana.

Molti i poeti e le poetesse che brillano nel firmamento,tra questi, ho avuto il piacere di conosce, ammirare e seguire, il grande poeta e giornalista albanese Nikolle Loka, le sue poesie, infatti, sono espressione di sentimenti e di un sentire profondo e costruttivo verso il futuro e verso i più grandi valori umani.

Conosciamo meglio questo grande poeta Albanese:

Nikolle Loka è nato a Mirdita ( Albania) il 25 marzo 1960. Laureatosi  nel l 1983, con molte specializzazioni post laurea e nel 2003-2004, si specializza  in discipline umanistiche presso “Echec-Clture” a Bruxelles ; Ha fatto un importante corso di quattro mesi dedicato alle relazioni internazionali presso il Centro di Studi di Bruxelle. Ha conseguito un master di formazione  e dottorato nella storia della formazione a partire dal 2013, sempre nello stesso campo, è ricercatore  scientifico nella storia dell’educazione e dell’insegnamento.

Ha pubblicato numerosi articoli scientifici in Albania e in altri paesi.  Ha partecipato alle conferenze scientifiche sulla storia di educazione. È autore di diverse monografie in relazione a questa materia.

Nikollë ha lavorato come  insegnante, direttore di scuole; redattore del giornale settimanale “Politika”, analista politico in quotidiani nazionali “Albania” Express “,” Contrasto “,” Balkan “, etc. Attualmente è il direttore esecutivo dell’Istituto di Studi “Albanistike”  Gjon Gazulli” di Tirana.

Da  molti anni, Nikollë  scrive  poesie e si occupa di giornalismo. Nell’ 1988 è il vincitore del secondo posto nel premio assegnato dal giornale nazionale  “Voce della Gioventù”.

È l’autore di cinque libri di poesia: “Le persone che invecchiano  incrocio” 1998; “Time violato” 1999; “Lontano dal Patria” 2001; “Un arco arcobaleno” 2013; “Next Time” nel 2015.

Presente in molte antologie di poesia in lingua albanese; nella racolta poetica “Gherbino”, pubblicazione di  “Aletti Editore”, Roma 2014, ha partecipato con 15 poesie, dove hanno  partecipanto anche  cinque poeti italiani con lo stesso numero di poesie ciascuno. Presentenella antologia poetica “Il Federiciano 2013”; “Il Federiciano 2014”; “Il Federiciano 2015”,  edizione di “Aletti Editore”, Roma; selezionato nella nove altre   antologie di poesia, selezionato dalle  giurie professionale, anche in  una antologia bilingua romeno – italiane organizzato  da una società letteraria romena in Italia.

Ha pubblicato raccolte di poesie nei supplementi letterari dei giornali “Student”, “Repubblica”, “24 ore” “Giornale 55″, “Telegraf”, “Nacional”, “Mirdita” e la rivista letteraria “Crepuscolo” .

Il secondo classificato nel premio “Terra Lontana, terza edizione”  2016, organizzato dall’ Associazione “Antonio Diodati – La Perla del Sud”; Il secondo classificato in  premio ” Promenade poetica, 2015″; il primo classificato in  premio ” “Promenade poetica, 2016”, organizzato dalla Lega di scrittori albanesi nella migrazione; il terzo classificato nel premio “Dr. Ibrahim Rugova “in Istog, Kosovo, 2016.

Un poeta studioso, quindi, non solo della poesia ma anche di tutto ciò che è cultura.

Le sue poesie , sono degli scrigni in cui è facile perdersi nella delicatezza dei pensieri e dei sentimenti, un nido in cui rifugiarsi e arricchirsi di pensieri ricamati su bianchi fogli che riescono afar volare la fantasia.

Un poeta di successo che anche in Italia riusciremo ad ammirare e conoscere meglio.

Di seguito, alcune delle sue magnifiche opera.

 

Ti scrissi una lettera
 
Scrissi una lettera
sulle foglie d’autunno,
il vento te le porta
 
alla finestra.
 
Dimmi,
questa tristezza arrugginita,
dove la nasconderai
essa i sogni ti spegnerà.
 
Scrissi una lettera
sulle foglie dei cactus,
e il dito
si è punto tra le spine .
 
 
Con il mio sangue
su una nuvola
 
scrissi una preghiera:
non ti spaventare
dalle foglie cadute!
 
Perché sotto le foglie d’autunno
si celano le tracce,
quelle
che ti conducono all’abete,
dove i vento soffia tra i capelli
nelle foglie aghiforme dei pini.
Tu senti già il verde
della foglia che spunta.
 
 
 
Sogno d’autunno
 
Vissi a lungo
con un sogno d’autunno
che andava via senza di me.
e io come un matto
lo inseguii,
finché si sfrondarono
dal verde
gli alberi e i sentimenti.
 
Lo lasciai andare via poi…
 
Sugli alberi
le nuvole grigie
si arrampicarono in silenzio
e i sentimenti innocenti
si arrugginirono nella pioggia.
Dentro di me
c’era pioggia o grandine,
ruggine misto di cenere.
 
 
 
Il mio sentimento
 
Il mio sentimento,
affluenza 
d’aria,
che soffoca
nel tuo tempo.
Una visione mattutina
nomade,
una rosa spoglia
dal peccato.
 
Il mio sentimento
recluso
tra castelli di parole,
esce dal tuo specchio
per andare via…
E in zone ombrose lontane
 
tra cieli svuotati,
una musa
ferisce nell’anima.
 
 
Un sogno cieco
 
Si spense nelle mie mani
Involontariamente.
giorni innumerevoli
I svanirono.
Rimase
una goccia di rugiada
negli occhi miei.
Una goccia di rugiada
iridescente
di sette colori,
di sette gradini,
di sette soli.
In sette abissi
di cerchi infernali,
cadono gli angeli
e le stelle restano
sgocciolanti.
Si pietrifica lo sguardo
come la grandine,
dal mio cielo
estendendosi ovunque…
Su sette inferni
e sette soli,
all’istante.
 
 
 
Innamorata, o poetessa
 
Se senti
che qualquno ti ama,
ti trovi in una strada
dove il mistero ti spinge.
Schegli:
diventerai una poetessa,
o l’innamorata felice.
 
Se quel ragazzo
non ti entrò nell’anima,
nella tua mente
certamente lo farà.
Se capita
che non diventi calamita,
uno specchio di sicuro sarà.
 
E quel suo desiderio
che si spegne nei tuoi occhi,
nell’orecchio giunge come sussurro.
Fora una vena,
nell’anulare,
e comincia
a scrivere una poesia.
 
 
 
Ripetersi
 
Morire,
come il sole,
con l’idea di risorgere,
nel tuo crepuscolo limpido.
 
Tenere sempre per te
l’ultima lacrima,
l’ultimo sogno
e la speranza.
 
Perché domani
di certo ci sarà la rinascita…
Risorsero dalla polvere cosmica
le stelle morte già prima,
nacquero nuove lune e terre,
e noi, sicuramente,
 
rinasceremo dalla stessa polvere.
 
Com’è bello ricominciare
una nuova vita,
su un pianeta
che non conosce il peccato.
Ancora morderemo
 
la mela proibita,
peccatori moriremo,
e nel peccato rinasceremo.
 
 
 
Una farfalla azzurra
 
Una farfalla azzurra,
ti raggiunge e si ferma sul ciglio,
senza chiave e senza bussare
ti apre la porta dell’anima,
e misura
la profondità del sentimento
nell’alba sospesa,
mentre la notte
dal giorno si separa.
 
E tu
novella luna,
dall’orbita
che sempre più si avvicina,
bruci
nella fiamma invisibile
del mondo al risveglio.
Poco del tuo respiro,
rimasto dentro me,
basterebbe
per un altro mondo,
senza la luna
e il sole vecchio.
 
 
 
Invecchiare tranquillo
 
Invecchiare tranquillo
camminando,
senza rammarico
gioire in pieno
ogni cosa che ti rigenera…
Sentire con cuore
l’invecchiamento,
e anche nel minimo istante,
tra i ricordi vagare,
senza timore.
Gioire
al piacere
che ti regala
ogni piccolo istante,
e per i sogni
nei giorni a venire.
Tirare fuori la memoria
dai muri del passato,
lasciala vagare libera!
E in ogni capello bianco
conservare un desiderio,
la gratitudine
per il crepuscolo ed il mattino.
Tra l’uno e l’altro
ti sentirai meglio,
quando li saluterai,
con piena fiducia
del loro ritorno…
 
 
 
Anche la bellezza svanisce
 
All’inizio, da lei
ti senti solo attratto,
poi, ti chiedi
il perché dell’attrazione.
Ti prende un desiderio
e poi cresce la sete,
mentre vedi
una canutola che ti incanta,
ti offre l’ebbrezza del profumo,
ancor prima di toccarla.
Quando stai per sfiorarla
lo senti poi
 
che si nasconde.
Non raccogli nulla
da lei
 
con un solo tocco.
La bellezza
 
si disperde dentro l’anima
in una stanza
senza porte, né finestre.
E tu ebbro
attendi dietro quelle mura,
che si apra una porta
da sé,
senza saperlo
che anche la bellezza svanisce,
quando si allontana
e si nasconde dall’uomo.
 
 
 
Afflizione sotto la pioggia  
 
Le nuvole grigie
cariche di dolore,
si fanno spazio
nella mia afflizione.
Delle gocce di pioggia
 
versate
 
da una mano celata,
si asciugano
 
sulla tua treccia.
 
Ti guardo
e la tristezza
mi abbandona.
Come si scioglie
 
la tristezza nell’acqua!
Due gocce di lacrime
appese nelle tue ciglia,
ti rendono
 
un’estranea.
 
Cerco di ripararmi
da questa pioggia estenuante,
e sfortunato la strada smarrisco.
Chi non trova speranza
attraverso lacrime negli occhi,
si annega
 
nella propria pioggia.
 
Ed io naufrago
nella mia pioggia,
tolgo l’acqua dalla treccia.
Ma i rigagnoli del tempo
mi fanno perdere la testa
e crollo
in terra straniera.
Ti parlai con la lingua del cuore 
 
Ti parlai
 
con la lingua del cuore,
e con un gioco
 
di sguardi fulminanti,
fino a quando dal tuo cielo
 
scese una nube
a cancellare ogni pensiero.
Ti parlai
 
con la lingua del sole
di un soave mattino.
Che poi si disperse
nel giorno mai arrivato.
Mi trovai
 
nel crepuscolo
con la schiena voltata al fievole sole,
su un ponte esteso sul mare.
Le promesse fatte
si bagnarono d’acqua sapida,
mentre l’oscurità
 
in uno scrigno
i nostri cuori racchiuse.
 
Ti parlai
con il linguaggio dei germogli,
prima della fioritura.
La primavera apparve in te,
e rose fiorite
piantai nei tuoi occhi.
Un nuovo mattino
lasciai accanto al cuore,
un mattino spezzato in due.
 
 
 
Sommerso da un sentimento
 
Una nuvola che porta la pioggia
riveste il mio cielo.
Il vento che soffia
disperde la mia anima.
Rinasco,
dal tuo sguardo,
forse mi risveglio
oppure dormo….
Chi si sente meglio
tu o io!
 
Sei tu un orizzonte,
che si muove
in poco spazio.
Una luna piena,
che appare come un sole di mattina.
Mi fulmini con uno sguardo
e mi rapisci con un tormento,
ma nascondi la tua anima,
sotto un cielo irrigidito.
In un mattino indolente,
nemmeno la mia anima
è in grado di parlare,
sommersa da un sentimento.
 
Sotto lo stesso ombrello
 
Noi due
sotto lo stesso ombrello.
Solo un velo d’aria ci divide
dalla pioggia che ci bagna,
dal vento che soffia,
dalla collera che ci irrigidisce.
E siamo felici della nostra stagione,
del nostro mese di maggio,
una scelta casuale,
in una giornata di sole,
dopo la pioggia
che i nostri occhi bagnò.
E decidemmo
di fuggire
ogni volta che ci fosse pioggia,
per stare alla larga
da un rigagnolo
serpeggiante nei nostri piedi,
dal rancore
della gente madida,
e dall’invidia
della gente invecchiata.
 
 
 
Impara a perdonare
 
Perdona
la fatica non riconosciuta,
l’ingratitudine
che ti uccide.
Perdona
la calunnia che ti offusca,
e l’invidia
che ti brucia.
Perdona
chi ti offende,
invece di ringraziarti,
perchè così riconoscerai meglio
le debolezze dell’altro.
Perdona quindi
il male che vedi,
ma non quello
che senti.
Getta il bene
nel mare,
senza ripensamenti,
perché nel sale te lo troverai,
un giorno, improvvisamente.
 
 
 
Una farfalla azzurra
 
Una farfalla azzurra,
ti raggiunge e si ferma sul ciglio,
senza chiave e senza bussare
ti apre la porta dell’anima,
e misura
la profondità del sentimento
nell’alba sospesa,
mentre la notte
dal giorno si separa.
 
E tu
novella luna,
dall’orbita
che sempre più si avvicina,
bruci
nella fiamma invisibile
del mondo al risveglio.
Poco del tuo respiro,
rimasto dentro me,
basterebbe
per un altro mondo,
senza la luna
e il sole vecchio.
 
 
 
Versi autunnali
 
Cadono le foglie,
si spengono le passioni,
passioni indicibili…
Il verde si immerge
nella malinconia seguente,
affonda il verde …
Il vento soffia gelido, 
nel funerale delle foglie,
il tempo diventa grigio.
Il tempo si ferma
su foglie cadute,
su parole non dette.
Autunno devastato,
senza più sorgenti d’acqua,
o versi per poesie.
Versi sommersi
dal tempo grigio
e nei seni appassiti,
si pietrificano i versi.
Pietra su pietra, 
Senza senso, né sentimento.
 
 
 
Supera te stesso
 
Non camminare
sulla strada e sotto di essa,
per inseguire il tuo destino.
Non fermarti,
quando afferrano la tua ombra.
attraversa i torrenti
senza usare i ponti.
Mantieni l’equilibrio,
quando la terra ti scivola soto i piedi!
 
Con fiducia
accendi una candela
 
nell’oscurità,
 
che entra nella nebbia,
perché colui che ti segue
si senta più sicuro,
 
in ogni vicolo cieco.
 
Offri la tua bontà
anche a chi non conosci,
 
perché l’anima sua
 
conoscerai per certo.
 
Non diventerai mai libero
 
se ti senti
 
uno schiavo.
 
Se ti senti libero,
 
supererai te stesso.
 
Nelle tue palpebre
 
Una galassia si estingue
nel cielo infinito
degli occhi tuoi.
L’immensità ti porta lontano…
Nella Via Lattea
ora ti fermi.
Questo sogno che fai,
si connette a me
e io lo leggo
sulle tue palpebre,
e mi avvolgo in esso
come in una ragnatela.
Metamorfosi
di una cometa
che giunge a me.
Ardente
bruci
la freddezza.
E poi,
nel flusso-riflusso
dei sentimenti,
il mio sole
cerca di trovare un posto,
nel tuo sonno.
Tu silenziosamente
ti allontani da questo mondo,
a velocità di cometa.
 
Vagando
nello spazio interstellare,
cosparsa 
di luce nuova.
E io sento
il rallentamento del tempo,
l’oblio di questo mondo
sulle tue palpebre.
 
francesca
F. Gallello  
 
RADICIinforma

 

 

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