Annelisa Addolorato (Lodi – Italia)

Le ali collettive della parola

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Annelisa Addolorato (Lodi – Italia)

http://www.margutte.com/?p=8724

 

 

Annelisa Addolorato e la poesia.

 

Brevi cenni biografici.
Sono nata a Lodi, ho vissuto per molti anni in Spagna. Ho scritto testi poetici e letterari in italiano, spagnolo, inglese. Sono traduttrice, ho studiato filosofia estetica e sono ispanista (dottore di ricerca in Letteratura spagnola Contemporanea, con una tesi sulla scrittrice, traduttrice e poetessa spagnola Clara Janés). Ha studiato in Italia e Spagna (a Milano, Barcellona e Madrid). Ho insegnato in università italiane (Milano, Pavia) per una decina d’anni. Nel settembre 2013 è uscito il mio libro di poesie My voice seeks you (con testo a fronte, Cross-Cultural Communications, New York, tradotto in inglese da Maria Bennett e Bill Wolak). Ho parteciparo, condotto e organizzato recital poetici in Italia, Spagna, Venezuela, Israele, India. Sono curatrice di NOMADI MONDI. Ho pubblicato in Spagna le sillogi bilingui Mariposas y falenas/Farfalle e Falene e La palabra ‘lasca’ o la reconstrucción de Pompeya/La parola ‘favilla’ o la ricostruzione di Pompei. Testi in siti, riviste (USA), antologie soprattutto spagnole: Hiperión, Sial, Gedanken-Strich, Rubbettino, Ellin Selae, Argo. Miei testi sono tradotti un una decina di lingue. Sono autrice e curatrice di volumi, articoli e delle monografie La parola danzante. Octavio Paz tra poesia e filosofia e Viaje entre palabras. Poesía como comunicación y mediación: Clara Janés(entrambe utilizzate anche come materiale didattico nelle università italiane). Tra il 2013 e il 2014 sono stata la prima vicepresidente della LIPS (Lega Ialiana Poetry Slam) e organizzo e gestisco come MC eventi poetici e Poetry Slam.

 

Quando e come si è avvicinata alla poesia?
Credo piuttosto di aver avuto la fortuna che sia stata la poesia ad avvicinarsi a me.
Nel senso che è da quando ho ricordi che la poesia mi accompagna. Sotto varie sembianze l’ho sempre sentita accanto. Custodita nei libri di cui era fatta la casa della mia famiglia, suggerita da quadri, musiche, sculture, film, fotografie che lungo il cammino ho incontrato, intrinsecamente intrisa nelle pieghe del sorriso e delle espressioni delle persone che incontro; e anche diffusa nella naturalità del mondo di piante e fauna che dà vitalità ai miei giorni, da sempre. La poesia distillata anche nel pezzo di vita accademica che ho vissuto fino a un paio di anni fa. La poesia tradotta da me, e a me tradotta. E anche quella degli allenamenti che da qualche anno sono parte del mio quotidiano, con le arti marziali. Ora anche la poesia che leggo nei gesti di mio figlio. Insomma una vera vicinanza affettiva, che per molto tempo però è rimasta relegata, come in una schizofrenia quasi voluta, nella metà della mia vita, che tenevo separata da un sipario: da un lato la poesia, dall’altro l’estrema cerebralità e la volontà di controllo, nociva e fonte di blocchi letterari e di energie vitali. La poesia frenata e insieme guidata anche dallo studio della filosofia estetica.
Un’importante tappa di trasformazione di questa mia approssimazione con la poesia è stato prima l’incontro – ahimè o per fortuna tutto virtuale, perché a volte vita e opere si possono confondere e annacquare – con l’opera di Octavio Paz e poi con l’opera e la persona di Clara Janés (in occasione della mia ricerca per la tesi di dottorato), nonché con approfondimenti riguardanti la mistica in relazione all’arte (non ultima, appunto, la poesia).
Finalmente, più recentemente l’incontro con la mia propria immagine riflessa nelle parole, con la mia propria opera in costruzione (senza più costrizioni menomanti), attraverso un confronto più plausibile e reale con poeti e poetesse anche del mio paese d’origine, l’Italia d’oggi, che per molto tempo ho rifuggito, anche negato, privilegiandone il passato letterario.
 
Cos’è la poesia per lei ?
La poesia è una forma di vita, è respiro, voce, ossigeno, corpo, vitalità liberata, essenza in-condizionata, è condivisione e anche visione, convivenza intra e interpersonale. È ascolto, musica del cuore. È, come l’ideogramma cinese ‘xin’ ci ‘dice’ perfettamente nella sua tondeggiante forma di seme-cuore-contenitore, pensiero e sensibilità insieme. È arbitro dell’esistere e anche sfida ai sensi tutti. È sicuramente un organo vitale, tanto immateriale come imprescindibile ossigeno. Catena di parole, presenze, rete di sguardi e voci. La poesia sono le ali collettive che i poeti intessono e si scambiano attraverso le letture, gli scambi o le sfide in versi (poetry slam e altro), le traduzioni reciproche. È un tessuto sociale molto più variopinto e caldo, confortevole e pacifico di tutti gli altri, perché sempre include, e porta al confronto partendo dalle corde più intime. È anche mediatrice culturale e linguistica, infatti. È anche, nel suo essere misticamente ossimorica, la cittadina del mondo più apolide che ci sia.

www.annelisaddolorato.it
https://www.facebook.com/pages/My-voice-seeks-you
http://annerisa.blogspot.it
http://afinidadesafectivasitalia.blogspot.it

 

Dal libro My voice seeks you

 

 

Dagli oracoli caldaici II

 

Brilla
in un instante

un angelo rigoglioso

come albero millenario

Abbracciando i suoi raggi nudi
a spirale
Sul suo destino si può
soltanto ballare

***

 

 

Recensione (una scultura di Dalì)

 

Alice
viso
di foglie
gioca
a saltarsi
l’abito largo
e non si appoggia alla gruccia dorata
e oscena

***

 

 

Crocevia

 

Le nostre vite

per il suo oceano

striato d’azzurro

di vene incandescenti
Da effimeri e vivi
a fossili, sculture iridate,

con inamovibili aure

di cenere in fiamme a coronarci
la testa

Iniziammo, dopo secoli,

ad adorare il vulcano,

come si ringrazia un dio giovane e generoso

Capimmo l’estrema strana,

folle offerta che ci chiese
per renderci immortali.

***

 

 

Una poesia da slam

Mutuo d’amore

 

Per una poetica della luce in più stanze

Prima stanza – A mò di introduzione nell’argomento

(ne seguiranno altre, in futuro)

     Ai tempi che cambiano – Ovvero la fiducia nel domani

In passato, si moriva d’amore, i poeti – dicevano che “morivano d’amore”.

“Ah, muoio d’amore”, diceva il poeta tragico-romantico.

Oggi, invece… nel 2014: Mutuo d’amore

Mutuo amor di mutuo

Amor mutuo d’amor di mutuo.

Mutuo l’amor con un mutuo?

Mutando il mutuo amor / si ama il mutuo?

Amore io muto -forse- per mutar di mutuo

Muto il mutuo con amor

Io muto il mutuo con l’amor

L’amor di mutuo / è mutuo amor !!!

Mutuo amor

Mutuo amore

Amore mutuo.

versus

Amor del mutuo

Amore di mutuo

Mutuo d’amore.  Amore muto. Per un po’ va bene. Ma non esageriamo! Ma torniamo a noi..

Mutato in mutuo, l’amore muterà?

Secondo i sondaggi e le statistiche, l’amore, così mutato, crescerà, aumenterà.

In barba a tasse e tassi, si espanderà sui metri quadrati disponibili,

anche debordando, illimitatamente, dalle mura di casa. Svalicando. Librandosi, liberandosi.

Perché, si sa, l’amore è nomade. E fermarlo sarebbe come

dar retta a quel buffo cartello, ossimoro in pensione, che nei mercati popolari

a volte diceva “DIVIETO DI SOSTA AI NOMADI”

Quindi, ma allora.., l’amore è mutuo?!!!

Hoy, los poetas son felices, como perdices!

E dicono:

“Oggi non muoio d’amore. Oggi mutuo d’amore!!”

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