Intervista: Enrico Vergoni

Intervista: Enrico Vergoni

Domande scrittori:

1-Come ti presenteresti ai nostri lettori?

Sono uno che sta in porta a respingere! Bella domanda da rivolgere ad un poeta, mi considero un saltimbanco, un pagliaccio dell’anima che disinfetta le proprie ferite col sale dell’inchiostro.

Forse noi poeti siamo stranieri ed in esilio su questa terra e la poesia è la nostra Terra Promessa e la Parola è il mezzo con il quale attraversiamo il deserto di tutte le nostre paure.

Diciamo che scrivo perché sono un uomo normale, solamente il normale è poetico; la poesia è incertezza e l’incertezza è la condizione che preferisco, nei mie libri metto tutte le mie domande a cui non ho risposta poi, paradossalmente, il lettore trova alcune risposte alla sua vita! E’ la magia della Poesia.

2-Come nasce la passione per la poesia?

Per me scrivere è come respirare, il muscolo della mia anima è fatto di scarabocchi .

Quando vedo qualcosa o qualcuno: un mare, un tramonto nella mia città di Marotta o una persona davanti alla stazione del treno, mi viene spontaneo estrarre la penna ed iniziare a scrivere in maniera casuale e senza logica; spesso alterno parole con disegni immaginando un mondo che solo io conosco, un mondo che mi aspetta al di là del nostro mare, al di là di questi poveri occhi mortali.

Scrivere è necessità, è decifrare i codici di questa società sempre più complicata: il mondo corre e le anime non riescono a tenere il passo di questa velocità fatta di giga e maga byte, questo genera inquietudine e molte solitudini, specie nelle periferie delle nostre città.

Connettiamo i cellulari ma non i cuori! Siamo pieni di parole però non si dice nulla; la mia penna con cui scrivo è per me un organismo vivo, la penna è la mia tiranna.

3-Chi sono i personaggi del tuo libro?

Il mio ultimo libro edito da Rupe Mutevole Parma, s’intitola “Lettera a una Figlia”;

quando decisi di pubblicare questo mio secondo libro (il primo “Tango e Cenere”) non sapevo letteralmente che argomento trattare!

Ricevo molti inviti dalle scuole in cui leggo poesie di grandi autori e racconto le loro vite come se fossero avventure; sono momenti molto importanti perché mi permettono di ascoltare i giovani, il loro modo di vivere e di pensare abbastanza diversi da quelli della mia generazione o quella dei mie genitori.

Da queste esperienze nacque l’idea di scrivere una lettera ad una adolescente di oggi perché nel cuore di questi ragazzi di nasconde il futuro della nostra epoca e saranno essi che dovranno affrontare le sfide dei prossimi anni.

4-Quale pensi che sia la poesia tratta dal tuo libro che più ne racconta l’opera?

Una mia breve poesia “Respira il mare” :

Se ti diranno che non è vero/ tu non ci credere./Respira il mare/vivi al sole/che la nostra vita non si chiude in una stanza./

5-Un messaggio ai tuo lettori ?

Ai mie lettori dico : GRAZIE GRAZIE GRAZIE !!!

Avete salvato la mia vita dandomi la possibilità di far correre il mio cuore verso praterie lontane. Quando ricevo lettere o messaggi nella mia pagina Face book capisco come con la poesia si possa entrare nella vita di altre persone; questo è magico e mi fa comprendere come la letteratura si trasforma in acqua pura che assume la forma di chi la sa accogliere dentro di se.

In questo tempo di Fake News, scrivere versi rappresenta trasformarsi in un soldato di guardia, essere l’ultima sentinella nella notte profonda nell’attesa mai vana della vicinanza dell’aurora.

Da un aereo di vedono le luci della città, ma con che cosa illuminiamo le nostre anime? Non certo con la luce dello smartphone!

A questa domanda rispondo con lo scrivere.

6-Quanto c’è di autobiografico nel testo?

Tutto quello che si scrive lo si è vissuto. Un romanzo ti permette di fantasticare su luoghi e personaggi, la poesia no.

Bisogna sempre riempire il serbatoio delle proprie esperienze e poi iniziare a comporre.

7-Quali sono le maggiori difficoltà che incontra un poeta per vedere pubblicati i suoi versi?

Quella di scoraggiarsi; bisogna credere in se stessi e non farsi abbindolare da chi promette successi editoriali pagando somme di denaro.

8-Quale strumento o agevolazione manca a supporto degli scrittori emergenti?

In Italia manca una fiscalità di vantaggio per le piccole case editrici; non si possono abbandonare questi imprenditori che svolgono un vero e proprio ruolo sociale.

Penso non solo alla poesia ma a chi si occupa di tradizioni locali o storiografia delle nostre città; occorre poi che le persone iniziano a comprare libri di poesia e non solo di cucina e autobiografie di calciatori scritti da ghost –writers.

Anche il cittadino-consumatore deve fare la sua parte.

9-Tuo prossimo libro?

Da una poesia di questo ultimo libro è nata l’idea di comporre un romanzo; per scaramanzia non ne parlo ma sarà pronto, probabilmente, per la fine dell’estate.

10-Dove e come possiamo trovare ed acquistare il tuo libro?

“Lettera a una figlia” è ordinabile (anche dall’estero) in tutte le librerie Mondadori, su Amazon,Mondadori store ed altri circuiti di vendita online, basta cercarlo sui motori di ricerca e scegliere il negozio on line preferito.

 

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