Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano

Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
 
 
DOMANDA
 
E chissà perché mi chiedeva:
“che fai?”
E a volte io non facevo niente,
ma la sua domanda così povera
e insufficiente
è stata come il dire nulla
e il dire tanto,
era un tenerissimo canto
e mi riportava a me stessa,
senza pretesa
di attendere una risposta.
Esile domanda, da me resa
un angolo di cielo
aperto a bianche e remote nuvole-
chissà dove- chissà dove-
in altri luoghi l’ho sentita,
chissà perché io
da una semplice domanda rapita
negavo l’evidenza:
era la domanda l’unica presenza,
di qualcuno che chiedeva,
ogni volta più assente,
chiedeva e chiedeva
di aprire una porta
con una domanda morta
a quattro passi dalle cose vive.
 
 
 
MI CHIAMERAI AMORE
 
Mi chiedo come mi chiamerò
quando mi guarderai
e mi vedrai davvero?
Forse il tuo sguardo
sarà un cieco fatalismo
senza dèi e senza demoni.
Forse sarà ben di più,
forse sarà lo stato
di ogni atomo riequilibrato,
armonia materiale
di un’ora che è sempre,
di un ancora che è ora.
 
 
 
SENZA VIVERE
 
Lo so che mi guardi,
lo so che mi tocchi senza toccarmi,
dal tuo nido caldo e omicida.
I tuoi pensieri mi punzecchiano,
ma il triste agglomerato
di secco fieno, è per te
l’unica casa.
Da lì vedi il mondo che passa
senza viverlo a pieno.
L’amore è per te un bell’arcobaleno
che guardi dalla finestra, rallegrandoti
dall’ombra delle tue ciglia.
Tutto canuto, poco resta,
il tuo cuore, organismo saprofita,
si impiglia al sogno che ancora respira l’amore
e dal tuo sacro habitat con stupore
guardi fuori e ricami una ragnatela
mentre i tuoi pensieri come una barca a vela
si lasciano trascinare da tutti i venti.
Hai gli occhi spenti,
l’anima in catena,
le tue ossa sono fatte per la pena,
coperte di carne di papaveri mesti,
avviliti,
e i tuoi sentimenti rinsecchiti
danno parole che fanno male al fiato.
Uomo, sogni di essere amato
ma raspi la terra della tomba
con i denti,
le tue emozioni diffidenti
sono fuochi spenti,
fossili di ricordi scompiacenti
di un sepolcro assetato e affamato
che in senso lato
ti fanno respirare senza vivere.
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