Poesie di Rada Koleva- Genova

Poesie di Rada Koleva- Genova

 

MAI IN BASSO

I pensieri in volo… come lo stormo
degli uccelli impauriti, seguono la linea
salvifica degli orizzonti,
in prova di allontanarsi dalle fiamme
di quel fuoco acceso
nei campi celesti dove traspare la sagoma
di tutte le mie illusioni
che ora bruciano eguali ad una torcia accesa per illuminare ogni credere prematuro,
acerbo, che una volta nutriva la fame
di un comportamento diretto
verso la vittoria ragionevole del bene…
Ebbene, non è stato così, e non lo è ancora.
Mi sono trovata illusa, priva
di ogni armamento per scoprire la risposta
giusta , corretta..
Ora , appesantita dalle cariche
di un sapere sofferto,
cogli occhi fissi per terra , mi rendo conto
di quel tempo perduto,
tempo in cui vincoli ho guadagnato me stessa .
Ora , tutta connessa
con quel sentire prezioso , potrò muovermi
cogli occhi chiusi…affidandomi
all’intuito , una bussola perfetta
che indica ogni prossimo muovere
in questo navigare che è la vita… decifrando
ogni segnale vocale ,
ogni mossa del mare umano , dove lo so ,
che ci siano gli scogli o qualche nave nemica…
A casa mia ci sono degli amici pochi, fedeli ,
che mi ammirano , ma altrettante correnti buie,
pericolose …che bramano la mia scomparsa.
Ora , questa volta celeste, arsa ,
richiama in me tutti i ricordi
di quel rogo del male , dove per un po’ potevo morire…
Essere un poeta ,
essere la voce della sincerità, dovunque
tu sia , spesso scatena la ira
delle forze oscure
che temono la luce di quella verità pura
che può sdoganare ogni segreto
contro il loro potere…
Lo so , perché su questa strada
sono passati altri poeti … da tempi non solo
recenti…
Adesso, il mio cuore gli sente …seguendo
i loro passi … e la paura
che le mie ali brucciassero, se ne va…perché
non sono mai caduta in basso…

 

È FERRAGOSTO

Questa sera , illuminata
dal luccichio tremante delle candele ,
di fronte a tutti questi volti sconosciuti, uniti
in una preghiera ,
questa notte smemorata , confusa
dopo le avances inconfondibili
delle parole , e dei gesti talmente chiari
da far spaventare ogni creatura innocente,
questa gente sparsa , posseduta
da mille aspettative
dai desideri appena concepiti
sotto un cielo cupo, cieco, coperto con incertezze… l’eco del loro richiamo
verso quelle altezze in cui credevano
che è la loro salvezza; il ghigno atroce
di una diffidenza sferzante
che mostra il proprio pugno, senza vergogna,
lo sguardo dolce della Madonna sulla icona
che fa lo scudo di fronte a questa minaccia,
le divise nere , in cerchio,
partite di nuovo a caccia per qualche pecora
persa , affascinata dalle parole fulminanti
di Dio , l’invio delle sirene
nel salvare un’ altra vita al limite della fine ,
sono le immagini di quel Ferragosto, dove
le anime nel mio addolorato paese , varcano
ogni confine per toccare profondamente
ogni persona per bene…
L’Assunta ascolta…
Il Figlio vede … ed io , con tutta la mia fede
mi auguro che dopo la pioggia avvenuta
nell’ immediato, se ne andrà ogni paura , ogni
dubbio … per non cedere mai la loro speranza nell’ appoggio benevolo dei cieli…
È Ferragosto…

 

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