Ipotetico approdo (…pensando al Titanic) / Poesie di Claudia Piccino

 
Poesie di Claudia Piccinno
 
 
Ipotetico approdo
. . .pensando al Titanic
 
Jack arrivò a scompigliare
giorni sempre uguali
ribaltando le rotte
di viaggi mentali.
Non fu per Rose
incontro bramato
eppure attorno alle mura
lui si fece fossato,
ancora di salvataggio,
cuscinetto frangiflutti,
piano di emergenza,
interlocutore solidale,
quasi un uomo normale.
Rose non sa nuotare
ma è attratta dal mare,
ha freddo dentro
e teme che il fuoco
possa fare centro.
Rose è ferma sulla polena
delle sue paure,
non ha più meta
né affidabile baricentro
ma vuole credere che
il suo Jack virtuale
condivida un affetto reale.
Jack e Rose non si ritroveranno
nel quotidiano incedere
di pianeti distanti,
ma le loro anime pellegrine
si riconoscono in un ipotetico approdo
al margine di lustrini e vetrine,
sconosciuto ai naufraghi
e a tutti i naviganti.
 
 
 
Quadro ipotetico approdo di Immacolata Zabatti
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