Claudia Piccinino tra il dualismo e la poetica universale – Agron Shele / Traduzione a cura di Juljana Mehmeti

Claudia Piccinino tra il dualismo e la poetica universale

“ Do per scontato che noi sentiamo la bellezza di una poesia prima ancora di pensare al suo significato.“

Jorge Luis Borges

La poesia è l’insieme di tutta l’estetica della parola,  racchiude la bellezza e la magia di tutti i grandi significati, è essa stessa la musa e l’anima spirituale di un mondo ricco  e pieno di visioni, l’eloquenza e la fragilità della vita stessa, essa avverte in profondità impulsi quasi impercettibili e così fluisce tramite la penombra della vita.

Leggere le poesie dell’autrice  Claudia Piccinno comporta più di un impressione, ci  induce a riflettere sui confini dell’immaginazione e le immagini cosi vicine alla dimensione spazio temporale anticipano un confronto poetico del domani. Sin dall’inizio, nella sua poesia incontriamo idee che vanno oltre l’estremo, labirinti mai esplorati,cornici che racchiudono ombre invisibili, impercettibili e solo un occhio tridimensionale ( sguardo,meditazione ed immaginazione), riesce a spezzare il prisma colorato e a mettere in evidenza quella percezione spirituale per  poi trasformarla in un’ovazione che glorifica il senso della vita.

I poeti principalmente arrivano come messaggeri della coscienza del tempo, sono il rebus di tutto il suo enigma, sono il dolore e la speranza delle nuove aspettative e come tali essi trascendono il misticismo rimanendo sempre la più brillante costellazione dell’universo cultura.

Attraverso le parole che trascrivono il potere e la magia di tutti i significati, attraverso l’equilibrio e il suo uso come forma di ragionamento a priori, l’autrice usa il dualismo di questo mondo, il quale da una parte brilla di colori mozzafiato  dall’altra si perde nelle tempeste del dolore, da una parte cerca la pace mancata e dall’altra parte affonda il coltello nella falsità commerciale. Il suo obiettivo non è semplicemente trasmettere una sensazione percepita che arriva come un racconto simbolico, ma è molto più profondo, poiché in tutta la sua arte c’è del laconismo, il verso spezzato, il  ritmo e la metafora,la filosofia e la psicologia, un insieme di tracce autentiche di creatività che cercano il giusto confronto nell’aureola estetica.

La buona conoscenza della poesia contemporanea e la collaborazione con altri autori contemporanei, hanno dato a questa autrice delle basi solide, formandola in un percorso molto più consolidato e intrigante per i lettori comunicando con loro in  italiano,francese,inglese,turco,spagnolo,serbo,tutte  lingue e culture che donano un’ altra luce  alla sua presentazione e alla sua performance artistica, lanciandola come  poetessa su grandi dimensioni e su ampi spazi.

La tematica  che pervade principalmente la poetica di Claudia è di natura socio-psicologico e riguarda la coesione sociale nella globalizzazione attuale, ma anche la trasmissione di messaggi chiari sull’amore, l’armonia e e la pace dell’umanità.

Consapevole  intellettuale, Lei concepisce l’universo umano come uno spazio dove ognuno di noi può e deve lasciare le tracce della conoscenza, come impronte che trasmettono un messaggio chiaro verso il domani, memori di ciò che è stato e   curiosi di scoprire dove si andrà.

Soffermiamoci su alcune delle sue poesie:

“Tunnel senza sbocco
nella mente e nell’anima,
sigillato da omertà
fatta cemento.
Smarrita la luce,
frantumata la via,
naufragata la gioia.
La fiducia mal riposta
amplifica i vicoli bui,
le strettoie della solitudine
diventano carreggiate
al sordo rintocco
della derisione.
Un giorno lei rinascerà,
fiore nella pietraia,
e ai rovi strapperà le spine.”

Nella poesia “ Tunnel” arriviamo a idee che sfiorano gli estremi del buio che spesso circonda l’ essere umano, il quale  non riesce a guardare oltre  se stesso, avvolto da una scia di ragionamenti insensati che ostacolando il passaggio verso la coscienza pura e il potere del pensiero.

Il simbolismo delle parole alza curve altalenanti, ma allo stesso tempo piega la visibilità come nozione ( senza fine,suoni sordi,fiducia persa), questa in sincronia con quel pensiero,che cerca di trovare la vera luce,di ricreare la speranza e di elevarsi  sul culto di se stesso.

Non a caso la conclusione  di tutta questa poesia, viene attraversata  da un termine positivo e ottimista, una grande rinascita del corpo e dell’anima, per affrontare le sfide  e per sfiorare altre sfumature di luminosità.

“Madama Plastica li incasellò tutti

in comode opinioni,

nei sorrisi mediatici

recuperò occasioni.

Mi fu compagno

solo l’incauto verbo

e un dì trionfai

 specchiandomi nel vetro.”

Nella poesia “L’incauto verbo” l’autrice condanna la realtà del suo tempo, la falsità che pervade alcuni ambienti ed  emerge attraverso la logica cinica, il riflesso della modalità dell’apparenza momentanea che rivela infinite facciate che si radicano in  sempre più infinite miserie umane.

Come in tutte le sue poesie, nel suo stile ormai conosciuto, nei versi finali, la poetessa rovescia tutto il significato originale e richiama la coscienza  del lettore ai confini più alti, elevandolo come essere umano in un trionfo che si cristallizza per sempre nella memoria dell’intera società.

Nel “ Mare nostrum” abbiamo una poesia che rivela al meglio le visioni metafisiche dell’autrice e il suo punto di vista sull’ambiente che la circonda.

“Ode a te, culla liquida pei sognatori,

Musa per pittori e narratori,

Terra promessa  pei gabbiani e i pescatori.”

Nell’immaginazione della poetessa compaiono poeti e scrittori, gabbiani e pescatori, tutti nella loro  quotidianità, in ambivalenza tra la semplicità e la loro maestosità, tutt’uno con le tempeste del mare della vita ,come complemento di tutta la realtà circostante e come un passaggio obbligato nella realtà  presente.

Un’ onda , i versi di un gabbiano, oppure un acquerello lasciato a metà o un’ opera letteraria nel suo contesto , sono più di una miscela che ella sfiora col respiro e le consente di entrare nella dialettica delle situazioni.

La poesia di Claudia Piccinno è una sfumatura in più nella grande tela poetica di oggi  sia per la sua forma  sia per il modello e il messaggio umano che trasmette, e rispecchierà sempre la sua autenticità perché riveste di significato tutta l’aureola dell’arte pura contemporanea.

   Agron Shele, poeta e scrittore.

 

Traduzione a cura di Juljana Mehmeti

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