IN PUNTA DI LIBRO……di Domenico Pisana. La poesia engagée di Biljana Biljanovska: voce di pace e di ricerca della libertà

IN PUNTA DI LIBRO……di Domenico Pisana. La poesia engagée di Biljana Biljanovska: voce di pace e di ricerca della libertà

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Una poesia di valori e di rilevanza sociale è quella che Biljana Biljanovska offre ai suoi lettori. L’autrice, giornalista analitico indipendente (Freelance), saggista, scrittrice e traduttrice, si occupa di analisi dello stato attuale nel suo paese, la Macedonia, che negli ultimi dieci anni vive una situazione difficile e complessa.
Biljanovska, autrice, fra l’altro, del volume “La Centure de mon père”, Tomo II e “La dèmence. Marcher toute seul”, Edilivre, vive la poesia come “impegno civile”, così come ci attestano parecchie sue liriche ove i temi dell’amore, della libertà, della pace riverberano con forte intensità semantica.
Leggendo alcune poesie di Biljana Biljanovska, si nota subito il grido di malessere che s’alza dalla sua anima al vedere l’incrinarsi dei rapporti tra Oriente ed Occidente; questo spiega il perché del suo sguardo poetico proiettato nella categoria del sogno, ove il bisogno di realizzazione della pace si fa linguaggio lirico del cuore:

Credo che ognun’ poeta
almeno una volta sognava
Pace eterna tra la gente,
concordia e avvedutezza tra
tutte le nazioni!

Ed io questo sogno sto sognando
parecchi decenni ,
solo lo rivolto nei pensieri
e lo dipingo con diversi colori:
– una volta parto dall’Oriente
dipinto di rosso,
altra dall’ Occidente,
dipinto di verde!

La poetessa sembra quasi attribuire al sogno ora le connotazioni di attività del pensiero notturno, ora aspetti psicologici, ora le dimensioni del fantastico e dell’illusione, ora il significato di desiderio, progetto, ideale; c’è altresì una concezione del sogno in termini prevalentemente di “utopia o allegoria di modelli di società”: “…popoli dell’ intero mondo(…)si salutino, abbraccino, si diano le mani / e tutti ad alta voce gridino e ripetano / in tutte le lingue del mondo / Pace tra tutti i popoli del mondo!”

Nella poesia di Biljana Biljanovska trova anche spazio l’esaltazione del sentimento dell’amore, trasfigurato nel verso con l’ immagine del “nascondiglio”, ove percepire il calore delle mani e il dono della consolazione (“…Tra le mie mani / c’è sempre spazio / per consolarti, darti / un bel nascondiglio – amor’ mio…”); immagini delicate che convergono nell’armonia di una versificazione che abbraccia il corpo, la mente e il pensiero, così da far dire all’autrice:

“…Tra i miei pensieri
ci sono sempre questi versi
di cui devo ricamarti
un bel vestito
per la tua libertà – amor’ mio”.

Nella poesia “Fenice” colpisce molto, nell’autrice, la stigmatizzazione del “suo presente”, rivisitato alla luce delle battaglie vissute dai suoi antenati e da molti rivoluzionari( “…Ed oggi, quando / la vita mi chiude le porte / mi sta sfasciando con l’ingiustizia mai meritata / in me si agitano / i sangui loro…), nonché l’accorato appello per la fine di “ingiustizie, cupidigia e bugie” , che si fa quasi “sentimento eucologico” sofferente e doloroso: “…lasciateci almeno pace / per crescere i nostri bimbi / salvare anche le anime vostre”.
Dunque poesia “engagée” è quella che Biljana Biljanovska affida alla pagina, al fine di farsi “costruttrice di storia e di valori”, nonché araldo della libertà, quella libertà che nella sua lirica “Libertà odora”, tradotta in italiano dalla poetessa Claudia Piccinno, ha “l’odore / del pane sbriciolato”, “il sapore fresco / dell’acqua di fonte”, la bellezza di uno sguardo dell’alba e del cinguettio degli uccelli; quella libertà che sosta anche di fronte all’abbaiare dei cani “mentre vanno a fare il loro bisogno”, e dei gatti che vanno “a fare colazione” ; quella libertà che riesce a stupefarsi anche “Quando da lontano mi giunge / Il suono delle campane / della chiesa vicina / Annunciando la preghiera mattutina”. C’è in questa lirica un anelito verso la libertà delle piccole e grandi cose, e che la poetessa, dal suo punto di osservazione territoriale e dai luoghi fisici della sua esistenza, trasforma in anelito universale:

“… LIBERTÀ CHE SENZA FRONTIERE
si estende
Dal mio angolo segreto
Al mondo intero”.

Per concludere, ci pare di poter dire che la poesia di Biljana Biljanovska segua un percorso ideale dentro un “contesto situazionale storico” che la vede impegnata a farsi “voce di chi non ha voce”, mediante un percorso ideale che trova nell’ affermazione dei valori e dei diritti umani il centro propulsore di una lirica che si fa “canto etico” senza cadere in tentazioni discorsive né esternazioni retoriche.
Dovunque, nei versi della poetessa, troviamo lo svelamento di un sofferto modo di sentire, di un “guardarsi dentro” che non si fa giudizio ma sguardo sul realismo della vita, con un atteggiamento sereno e con un senso concreto delle sua e altrui vicenda umana.

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