Poesie di Hayat HAYAT Shamiyeva / Traduzione italiana a cura di Davide GUALTİERİ & Mais NURİYEV

Poesie di Hayat HAYAT Shamiyeva
 
 
Io, Tu, lui (Dio)
 
Tutto ciò che è nelle mie mani,
nel mio cuore,
mi spinge da sempre al perdono,
lo confermo,
ecco le mie braccia,
apro le mie braccio!
 
Tutto è nelle tue mani.
Ti chiedo
un segno di punteggiatura,
un’ultima frase,
per te solo un punto
per me un colpo fatale per il cuore…
La mia ultima scelta andar via
è un solco forte sul mio viso…
Apri le porte!
 
È tutto nelle tue (Dio) mani,
la penna,
lo scrivere,
la morte e il morire,
Apri i tuoi occhi!
 
 
 
Tre massime
 
Uomo e donna.
Gli uomini limitano le donne.
 
Uomo versus donna.
Uomini e donne uniti da una linea retta,
Per due punti passa solo una linea retta.
Terza massima.
 
Il padre è uomo la madre è donna
ì bambini sono bambini…
Se dovessero mancare ì bambini?
Mancherebbero ì bambini…
Gli uomini sono uomini, le donne sono donne,
Ì bambini invece…
Sono la presenza di Dio!
 
 
 
Poesia non scritta
 
Sono rimasta di stucco
davanti a un quadro che mai potrei dipingere,
come di ghiaccio con ì cappelli discinti
sono rimasta di stucco.
Fluiscono i colori dalla mano dell’artista
Di finezza intinti come pioggia.
Man mano che mi allontano dall’immagine
Non mi abbandona lo stupore.
Vedo un giovane,
ama una ragazza,
in leggerezza d’essere,
ecco attraversa la strada.
Si dilegua dalla vista la coppia,
al cessar della pioggia
rimango di stucco,
non c’è più la strada, non c’é più l’amore.
Anche il grande Corso Centrale
come i suoi vicoli, si annoia,
della gente ferma davanti ad un abito
che non potrà mai indossare.
La gente si ferma, entra,
mentre un manichino senz’anima sorride
sotto i suoi vestiti eleganti,
“troppo costoso”, commenta ed esce.
Le strade si trasformano in pietra,
anche le case sono solo pietra bagnata,
sotto ai piedi, pietra e pietra.
Anche ai piedi è stato comandato
di essere le fondamenta dell’uomo
pietra su pietra.
 
Non si avverte il mutamento ma tutto è pietra,
ho le mani ferite il cuore spezzato di pietra.
Vedo e voglio fuggire,
fuggire, fuggire, fuggire da quella strada
cosi che la mia ombra non possa raggiungermi.
Chi sarebbe mai fuggito
da quel dipinto da quel giovane…
neanche senza gambe sarebbe fuggito.
Chi avrebbe mai potuto scrivere questi versi…
lo li ho scritti in questo giorno.
 
 
 
È tua la scelta
 
Cantare per me la canzone di Ozan,
è tua la scelta,
abbondonare il mio nido,
è tua la scelta.
 
Le mie lacrime scorrono dagli acchi al cuore,
Torno indietro a cercarti
con gli occhi imperlati di pianto,
Nostra figlia non è ancora nata…
è tua la scelta.
 
Adesso è troppo, è finito il gioco.
L’amore è un nodo in gola.
Rimettere nel tuo cuore la donna che ami,
è tua la scelta.
 
 
 
Chi può saperlo?
 
Bambini abortiti…
chi può consoscere
il dolore di un cuore silenzioso?
Ho visto scale infinite,
da lontano,
quanto male mi hai fatto…
chi può saperlo?
Se non lo sai tu,
chi può saperlo?
Quanto ti amo…
“Sii forte”, tu dici…
“Non essere arrabbiata”.
Perche vuoi agire da folle?
chi può saperlo?
Forse era voluto da Dio
quello che è successo…
Nel mio cuore,
nella mia anima,
forse ti ho dimenticato.
Imparare ad amare è gioia,
la solitudine può insegnare…
chi può saperlo?
 
 
 
Senti il mio odore
 
Tu sei un Angelo bellissimo,
ogni tanto vieni a trovarmi,
chiudi gli occhi,
tienimi nel cuore.
Spalanca le braccia
stringimi forte.
Appena la mia anima sale alle labbra,
fiutane l’odore profondamente.
Se una lapide ci separasse
se gli occhi annegassi tra le alghe
non avrei una madre a piangere.
Se muoio vieni tu a piangere,
lascia che cadano le nuvole nere,
non dimenticare di piangere,
mantieni fede nel tuo cuore,
cingimi come un albero.
 
 
 
Asciugo le mie lacrime
 
Hai assaporato il gusto del tradimento,
è sciolto nelle tue labbra,
nascosto negli occhi
batte nel tuo cuore…
lo vedo
anche con occhi ciechi…
Asciugo le mie lacrime.
Sulla mio mano c’è ancora il tuo calore,
come questo amore.
È secca la lingua e la bocca,
non andare via.
Se mi abbandoni
l’amore mi stringe la gola,
lo ingoio
tutto rimane nel mio cuore…
Sia tu il bacio delle mie labbra,
Sia tu il pendolo dei miei lobi.
Le tue fresche labbra
Mi bacino dal profondo.
Dove è iniziato il mio amore
ora sgorga il dolore.
 
Traduzione italiana a cura di Davide GUALTİERİ & Mais NURİYEV

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