Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano

Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
 
 
 
DOMANDA
 
E chissà perché mi chiedeva:
“Che fai?”
E a volte io non facevo niente,
ma la sua domanda così povera
e insufficiente,
è stata come il dire nulla
e il dire tanto,
era un tenerissimo canto
e mi riportava a me stessa,
senza pretesa
di attendere una risposta.
Esile domanda, da me resa
un angolo di cielo
aperto a bianche e remote nuvole-
chissà dove- chissà dove-
in altri luoghi l’ho sentita,
chissà perché io
da una semplice domanda, rapita,
negavo l’evidenza:
era la domanda l’unica presenza
di qualcuno che chiedeva
quel che gli passava per la mente.
E così, ogni volta più assente,
chiedeva e chiedeva
di aprire una porta
con una domanda morta,
a quattro passi dalle cose vive.
 
 
 
MILAGROS DE AMORES
 
Estamos hechos de una existencia
que se invierte en el polvo
para buscar en el viento la vida.
Vivimos en una dimensión
que es casi tiempo,
que es casi espacio
cuando se sobreponen
uno a uno
los pedazos de libertad
que aparecen como el solo visto
y es semplimente
lo que hemos imaginado.
Sin reglas, con un sonido impensado
es así que se aprenden las letras
del himno de la vida,
miéntras se juega con la verguenza.
Caminando sin pensar,
nos buscamos en la apariencia,
entre los obstáculos, un sueño:
Oh montes azules!
Donde las barreras se vuelven briza
que nos encierra en una parentésis interior
de una sontuosa sonrisa
que tiene la boca del amor.
Ahí, nos besamos
en cada palmo de piel,
caminamos
más allá de los milagros,
más allá del absoluto
que atraviesa un desierto.
En busca de bosques de felicidad
y con el corazón abierto
somos agua y fruta
tú y yo, sorprendidos…
los momentos vividos
llaman el día,
pescando en el oasi los colores.
Tú y yo, milagros de amores,
finalmente comprendemos
que la única alternativa
es colorar la vida.
 
 
 
SENZA VIVERE
 
Lo so che mi guardi,
lo so che mi tocchi senza toccarmi
dal tuo nido caldo e omicida.
I tuoi pensieri mi punzecchiano,
ma il triste agglomerato
di secco fieno, è per te
l’unica casa.
Da lì vedi il mondo che passa
senza viverlo a pieno.
L’amore è per te un bell’arcobaleno
che guardi dalla finestra, rallegrandoti
dall’ombra delle tue ciglia.
Tutto canuto, poco resta,
il tuo cuore, organismo saprofita,
si impiglia al sogno che ancora respira l’amore
e dal tuo sacro habitat con stupore
guardi fuori e ricami una ragnatela
mentre i tuoi pensieri come una barca a vela
si lasciano trascinare da tutti i venti.
Hai gli occhi spenti,
l’anima in catena,
le tue ossa sono fatte per la pena
coperte di carne di papaveri mesti,
avviliti
e i tuoi sentimenti rinsecchiti
danno parole che fanno male al fiato.
Uomo, sogni di essere amato
ma raspi la terra della tomba con i denti,
le tue emozioni diffidenti
sono fuochi spenti,
fossili di ricordi scompiacenti
di un sepolcro assetato e affamato
che in senso lato
ti fanno respirare senza vivere.

 

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