Poesie di Anna Cappella

Poesie di Anna Cappella

 

ASSOLUTA COSCIENZA

La vita insegue il tempo,
non nega all’attimo di fuggire,
quando le stagioni vanno a morire
tra le fulgide braccia di un Inverno,
per svegliarsi in un’ennesima Primavera,
nel tepore di un senso sempre nuovo.

Tutto avviene in un attimo,
che non è mai lo stesso dell’attimo prima.

E’ sempre quell’attimo dopo che ti fa mutare,
diventare grande, invecchiare
e con un sospiro lento, morire,
come quel sogno d’amore,
che si perde in quel segmento
che sfugge all’eterno.

Tutto finisce, ma nulla s’arresta:

L’oggi invade sempre il presente,
per andare incontro al domani,
quando ha appena lasciato l’ieri
a fare i conti dei giorni andati.

Anni bruciati in una colata di cera,
quando una candela accesa sulle idee,
lentamente, si consuma tra un verso e l’altro.

Versi sparsi nei corridoi di un momento,
che un attimo dopo torna a contare i granelli
di una clessidra capovolta,
ancora una volta,all’incedere di una fiamma
che si spegne piano piano,
lasciando le sue impronte
tra i righi di un’altra poesia.

Non brama a sfiorare l’eterno,
né il cerchio chiuso dell’oblio,
ma l’attimo di un’emozione,
che tocca il tutto e il nulla,
accarezza il vuoto, il tempo,
coinvolge l’assoluto sentire,
come il pianto, la gioia,
l’amore, il sogno, la follia
per poi morire tra la catarsi di un nulla
e rinascere, smarrirsi,
ritrovarsi in quella morte,
dove non si muore veramente.

E’ proprio dalla potenza del pensiero
che versa il proprio senso,
con la consapevolezza dell’essere
e nell’assoluta coscienza di non essere
mai stato solo un pensiero,
ma l’emozione intensa di un’ultima ispirazione,
ancora non scritta, ma appena pensata.

 

IO TI VIVO

Io ti vivo
nella certezza vaga dell’oggi,
nelle convinte albe incantate
dall’insaziabile idea di ritrovarti
al risveglio gocciolante di un pensiero.

E ti accolgo
nella corolla del tempo presente,
al fluido ticchettio del cuore
che, scrosciante di vivide note,
imbastisce sincroni battiti sinuosi.

Ti cerco, amore mio,
nell’affascinante cerchio
delle coinvolte sinergie.
Mi abbandonano a te
nelle seducenti ore slacciate
dalla cupidigia incisa dalla debole carne.

Scivolo smarrita
nella segreta veglia
delle notti languide
e mi sdraio ai tocchi vellutati
dei tuoi sospiri mai paghi.

Rapita dai tuoi occhi,
respiro i tuoi palpiti tremanti
agli umidi piaceri
e ti scopro nella fluida ispirazione
del tuo trionfante delirio d’estasi.

Raccolgo le mature voglie
nell’aria madida di sguardi.
Ti seguo negli attimi inventati
di un gioco sciolto dalle malie calde,
nei visibili affamati e penetranti
delle fervide strette di petali
ansanti di passione

Mi adagio sulle pieghe
di tanto desiderio d’amore,
e ti sento,
ti respiro
e ti vivo.

 

FISSO E’ LO SGUARDO

Adagiata su corde tese
accordo un destino già scritto,
proteso verso un cielo
che abbaglia i grigiori
di un animo marmoreo.

Fisso è lo sguardo
a rilevar planimetrie
di vuoti condivisi
in uno spazio intriso
da attimi scroscianti.

Raccolgo frastornati
i segni indelebili
di pensieri trasbordati
nel silenzio ombrato.

Ed il nulla si fa astratto.

 

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