Prefazione della raccolta poetica dell’autrice Alma Gjini / Prof. Pippo Anastasi

Prefazione della raccolta poetica dell’autrice Alma Gjini
 
 
Prefazione
 
Fare la presentazione di un libro di poesie è uno stimolo ed un coinvolgimento riguardante la materializzazione scritta di stati molteplici dell’emozione; è come se apparisse una mano con una penna d’oca e stesse scrivendo sulla pergamena del Cielo ed io disquisire su ciò che scrive.
La raccolta di Poesie è come un diario personale dove vengono vergate (anche cronologicamente) le delicate o profonde sensazioni che il Poeta (in questo caso, la Poetessa) desidera esternare per sé e per il suo prossimo, per testimoniare la necessità della manifestazione di un preciso stato emozionale.
“Nel giardino dei miei pensieri // si fondono e confondono mare e cielo” si legge nella Poesia che dà il titolo al presente libro “Regno di Donna”, e questa è la prova di quanto scritto più sopra. Alma è il cantore di stati emozionali profondi che nella sua Poesia (in questa come in tutte le altre) si manifestano, coinvolgendo e utilizzando tutte le espressioni dei fenomeni naturali (ora il vento, ora la pioggia, ora la nebbia, ora l’alba, ora l’aurora, ora il tramonto), dei sentimenti umani (la tristezza, la gioia, il pianto, il sorriso, lo sguardo, i sospiri) o gli aspetti del mondo (i fiori, gli alberi, il mare, il fiume, il ruscello) i quali, tutti, diventano le strofe della sua Poesia.
La Poesia di Alma si esprime in centinaia di capitoli (di cui, alcuni, sono presenti in questo libro), perchè ogni sua singola Poesia non è altro che un piccolo frammento di una grande Poesia: lei stessa e la sua vita.
La testimonianza più vera la si trova nell’incontro tra il suo vissuto e la sua fantasia (intesa come sogni e progetti che non si sono concretizzati) che la porta a creare (la parola poesia deriva dal greco poiesis = creare) delle strutture emozionali e melodiose impermeate di una sottile, ma evidente, tristezza, da una dolce e struggente nostalgia e da una, ancor più coinvolgente, malinconia.
Il tutto, si badi bene, senza che il lettore si senta minimamente turbato o infastidito ma, cosa molto importante, catapultato in quelle realtà poetiche.
Alma è una donna che ama e ama a trecentosessanta gradi. Ella canta l’Amore: quello vissuto, quello sognato, quello perduto, quello sperato (non soltanto quello impersonato da o per un uomo) e, sulle ali di quella sottile tristezza, in ogni suo canto è visibile e concreta la speranza: “…e ti vedo // nitidamente // vividamente…” (Al diradar delle nebbie); “…non servono solo i sospiri nel buio, // servono le rinascite nella luce…” (Non basta l’amore); “…Sarò il sogno strappato alla soglia della tua vita…” (Non ti scordar di me); “Attesa d’aprire le ali // spiccare il volo in perfetto equilibrio” (Spiccare il volo) e via discorrendo sulle sue contingenti difficoltà che, comunque, sono destinare a mutare, spesso, in bene: “Tarda l’alba ad arrivare”? Ritarda, si, ma arriverà.
Alma afferma di essere una forte pessimista (“…credo che nemmeno il mondo sia poesia, anzi tutt’altro, ma questo, forse ha a che fare con il mio punto di vista personale e con il mio vissuto…” ebbe a scrivermi) ma il suo scrivere, il suo intraprendere cause (come quelle per le donne, come anche in questa raccolta è dimostrato) la smentiscono e la pongono, a pieno titolo, nella schiera dei figli della Musa Erato (la protettrice della Poesia amorosa) poiché, Alma, lo dicono le sue opere, è innamorata dell’Amore, quell’ “Amor che move il Sole e l’altre stelle”.
Un’ultima considerazione mi pare necessaria e mi porta a citare il poeta triestino Umberto Saba: “La poesia onesta è quella che non dice una sola parola che non corrisponda esattamente alla visione del poeta, non finge passioni che non ha, al solo scopo di ottenere una strofa appariscente o un verso più clamoroso…”.
Io ho sempre sostenuto che il Poeta (esponente della “Poesia Onesta”) è un “modellatore” di sentimenti, di sogni, di sensazioni che, scritte su di un ideale pentagramma, li armonizza in Poesia.
Alma, dunque, è, a pieno titolo, un’esponente dell’Onesta Poesia.
 
Prof. Pippo Anastasi
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