DI A MIO PADRE CHE STO’ BENE (racconto poetico,un mese prima che mio padre ci lasciasse..) / Poesie di Liliana Shkodrani Baçi

Poesie di Liliana Shkodrani Baçi
 
 
DI A MIO PADRE CHE STO’ BENE
(racconto poetico,un mese prima che mio padre ci lasciasse..)
 
Ore 6 e 30 min
Capello sulla testa
I guanti, gli stivali, e la sciarpa
Temperatura – 4°.
 
Vado ad accompagnare un signore
a prendere la messa.Guai se non andiamo.
Oggi e anche la Domenica.
Domani ricominciamo.
Lo saluto, con la voce bassa mi risponde.
Lo controllo
come sempre preoccupata.
Il mio non è puntiglio
A volte, mette qualcosa al rovescio.
In una gamba la calza,nell’ altra senza.
Lo aiuto non poco per farlo sentire a suo agio.
Il capello, i guanti, prendiamo.
Chiamiamo l’ascensore, clicca bene il pulsante.
Scendiamo al piano giusto.
Sentiamo l’odore del Bar.
 
Giriamo la testa, lui mi dice :qua si puo’ anche mangiare
“Come fai a saperlo”, gli chiedo-”Non vedi il reclam?”
E’ disegnato persino su di un piatto.
Guarda – guarda, quante macchine, quanta fretta hanno.
Gli dico- spostati un po, se non ti vedranno…
dice_ ma chi sono, matto?
Io gli faccio un complimento
E cosi andiamo.
 
Meno male penso , ci manca solo questo.
Abbracciati continuamo.Cominciamo a parlare.
Di nuovo ,guardando il cielo, mi domanda.
Ogni giorno mi stuzzica cosi, sa che io i colori li amo.
Allora gli dico , “Da tre giorni il cielo non mi saluta”
come piace a me.
Perchè non mi manda i colori?
Li vedrai domani, mi consola , Picasso non c’è….
Vicino a noi passano tre uomini .
Ognuno con una borsa da sport. Chissa dove vanno.
Dico :-”Giovani non sono , ma fanno passare bene le ore”.
Lui risponde: “Vanno a fare le gare, giocano alle bocce.
Ahhh , faccio io.
-Davero non sai cos’e’?
 
Dove trovo il tempo per conoscere i giochi
altre cose penso.
Guarda il negozio del pane
Perche’ è chiuso? -E’ giorno di riposo, signore
per fare in fretta nel mangiare il pranzo .
Non sono tutti come me, che mangio lavorando.
Perche’ , cosa stai facendo? Si è stupito lui.
 
Io anche il mio letto ho lasciato…
 
Ancora camminiamo, a messa dobbiamo andare.
Guarda ancora tutte le targe .
Due passi vicino a noi aspettano
sotto un palo della fermata due bei ragazzi
dai baci non scendono, che nostalgia
dove l’avevano tenuto?
Li vede anche lui guarda pensando.
 
Ecco la lavanderia
Non lo vedi?
Vieni, arriviamo a messa ,si o no?
Qui si lavano la roba anche tu la puoi portare
… sicuramente
se continuo cosi,…. per forza …..
Ecco la nostra cattedrale. Si sente campanile
uno, due, tre, continua a contare.
Io, faccio il numero del telefono
Mio figlio si deve svegliare. Deve preparare il caffe’
Mangiare cosa gli pare ,pensare il pranzo
E
telefonare a suo nonno.
 
Tanti anni ha mio padre
la nostalgia per me gli sta’ bruciando il cuore…
e piange…
 
Dico a mio figlio:
Saluta da parte mia,
di che sto’ bene
 
Non si deve preoccupare.———
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