Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano

Poesie di Yuleisy Cruz Lezcano
 
 
Musica snella
 
Offro musica per spezzare il buio,
con note strette
per contenere la speranza,
profano il luogo del dolore,
della sofferenza, della tolleranza,
mi offro a chi, stanco,
ha lasciato l’aratro a metà solco,
a chi ha fermato il suo torchio,
a chi è diventato un albero
tutto spoglio,
a chi ha perso speranza e orgoglio,
perché ha il corpo ferito da tutti i lati.
Offro la mia musica ai malati
che già affondano
lo sguardo nella terra,
vittime di tutte le guerre
che uccidono con tutti i mali.
Salgono su
note immortali,
i vinti si alzano e
provano un’altra volta,
perfino la morte mi ascolta,
fa il suo carico più snello,
a volte, mi dona un sorriso
e io mi chiedo cosa c’è di più bello
se, all’improvviso,
la sofferenza abbandona il suo viso
e la vita raddrizza il suo stelo?
 
 
 
Risveglio
 
Immagino quel che avverrà:
il sogno baciato che si postra
ai piedi di un nuovo nascere.
Sogno il desiderio che non sa tacere
la segreta fiamma che arde da dentro,
quel che libera il sentimento
cantato dal fiume che ride al cielo
come ruscello che parla alla tempesta,
come nuova primavera in festa,
come anima che osa
aprirmi la porta, visitarmi.
Immagino il sogno che osa svegliarmi
per far crescere i fiori nella terra
rimasta sul mio corpo,
dopo la caduta.
 
 
 
Sono tornata
 
Sono tornata
sullo stesso cammino
fra l’amore che più non si alza
con trecce di mura spettinate,
con tristezze ancorate
a mari di prati morti
di sere senza speranza.
Sono tornata nel non dire
di cenere spenta
ancora ardente
fra le radici gelate
e la voce assente
dei fiori troncati dal vento.
Sono tornata
con lo stesso sentimento
di chi ancora sorride
quando vuole piangere.
 
 
 
Puzzle
 
Hai qualcosa che ricorda la Francia,
hai in te un po’ di Londra
e numerosi caratteri dell’Italia.
Sei la somma pregiata di infinite cose,
realtà di mondi
in gesti di nobile eleganza.
Sei umanamente speranza,
uomo che sai essere
“Uomo”.
 
Sei il vento che non ascolta le folate,
tocco di notte e cielo stellato,
orizzonte sul mare annegato.
Diventi cielo, cambi in onde,
se nella tua lingua, le parole profonde,
sono voli identici a quelli dei passeri.
 
Ali di uomo, fonte e ritmo,
puro animale nudo, a imitazione
della natura.
Sei verbo irrequieto e vertigini,
musica che porta pioggia che cade
sul disegno dei miei occhi.
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